Home Attualità Una Scozia indipendente? Forse in futuro

Una Scozia indipendente? Forse in futuro

by Rosario Sorace

Adesso si parla dell’indipendenza della Scozia dal Regno Unito e, dopo la guerra alla brexit, la Chief Minister Nicola Sturgeon è consapevole che un nuovo referendum senza l’autorizzazione degli inglesi rischia di creare un groviglio politico e costituzionale da cui si potrebbe uscire perdenti nei confronti di Boris Johnson.

Per il momento ci si prepara in mezzo ad un pandemia che assume momenti drammatici ad ottenere alle prossime elezioni in maggio una maggioranza che riduca al minimo il peso di conservatori e laburisti che dissentono da questa linea e che in definitiva consenta alla Scozia di trattare in una posizione di forza con il premier britannico.

La brexit produce effetti laceranti che si diffondono, e, persino, un ragionamento mai considerato prima dell’unificazione delle due Irlande prende corpo e ora l’accelerazione della dissociazione scozzese contraria alla fine della presenza nell’Unione Europee. Quindi accogliere la spinta europeista che proviene dalla richiesta di indipendenza scozzese sarebbe un successo dell’europeismo che mostra una ritrovata capacità di attrazione.

Peraltro le differenze della Scozia sono evidenti nel campo religioso, nel suo sistema amministrativo con un catasto di tipo europeo, nell’ambito educativo, ed ha anche una sua sterlina proforma. In buona sostanza la Scozia non ha mai perso una identità nazionale e che non è stata mai cancellata dopo tre secoli di unificazione.

Ormai, sono solo un ricordo i tempi in cui i tecnici scozzesi e gli ingegneri che costruivano l’impero e i soldati nazionalisti difendevano le conquiste. Dal punto di vista economico per la Scozia sono state le risorse petrolifere, che avevano garantito anni di prosperità e ora si vanno esaurendo con bilancio che quadra solo se vi sono i trasferimenti dal centro e tali risorse finanziarie sono decisive anche per la sostenibilità del suo sistema sanitario.

Se si andasse verso l’autonomia la frontiera con il resto del Regno Unito diventerebbe davvero hard e si creerebbero nuovi ostacoli allo sviluppo dopo contatti e scambi che durano da secoli. Cosicché si dovrà valutare anche la convenienza che ne avrebbe l’Europa con la Scozia che situata alla periferia dell’Unione Europea sarebbe priva di una dimensione economica autonoma e avrebbe bisogno di continue risorse comunitarie per sopperire alla penuria di ricchezza nazionale.

Tuttavia un ingresso in Europa avrebbe un forte significato politico e i Ventisette accoglierebbero con entusiasmo la candidatura, salvo poi verificare i dettagli in un negoziato difficile e rognoso. Gli scozzesi peraltro sono concreti ed in questo non sono differenti dal resto degli inglesi odiati e, quindi, non è da escludere che dopo le entusiasmanti dichiarazioni non ci ripensino.

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