Home In evidenza Fontana e i conti in Svizzera. Una storia che fa acqua da tutte le parti

Fontana e i conti in Svizzera. Una storia che fa acqua da tutte le parti

by Romano Franco

Dopo l’inchiesta dei camici, ecco che ritorna alla ribalta finendo al centro della cronaca italiana e nel mirino dei media nazionali. Di chi stiamo parlando? E’ ovvio, di Attilio Fontana, sempre lui.

Il sempre verde Leghista che, a parer di molti esperti, più che un governatore si classifica come una calamità nella Regione Lombardia, a causa della pessima la gestione della pandemia, si ritrova al centro di un altro scandalo.

Gli avvocati, del presidente della Regione Lombardia, hanno depositato in Procura a Milano la documentazione che ricostruisce la situazione bancaria dei conti svizzeri. Oltre 200 pagine di documenti per chiarire la situazione bancaria del loro assistito, indagato per autoriciclaggio e falso in voluntary disclosure.

Dalle carte della procura di Milano è emerso che il presidente della Regione Lombardia avrebbe un conto in banca di ben 5,3 milioni di euro. Il primo è stato giustificato dalla difesa come un conto aperto in Svizzera dalla madre nel 1997, frutto del suo lavoro di dentista.

Il secondo conto, invece, viene aperto sempre dalla pimpante ottuagenaria (di 82 anni) dove vengono convogliati altri 2 milioni di euro. Che forse verranno giustificati dalla difesa come frutto della sua pensione, visti gli ingenti guadagni avuti in precedenza.

Il patrimonio, secondo la difesa, “si è accumulato sin dagli anni 70 e si è scoperto che ricomprendeva anche un secondo conto aperto nel 1999 presso altra banca elvetica”, la Banca di Losanna, “circostanza della quale il presidente Fontana era completamente all’oscuro”.

Il successivo consolidamento dei due conti “spiega l’ammontare del patrimonio fatto oggetto di emersione”. La Procura sta ora verificando il materiale messo a disposizione. “Siamo preparati ai commenti e alle battute di ogni genere”, concludono i due avvocati.

Nella nota della difesa non vi è chiarezza su come siano stati accumulati fino a 2,5 milioni di euro sul conto aperto nel 2005 sempre presso Ubs. E poi schermato da due trust e da una fondazione familiare in Liechtenstein.

La difesa dice: “L’avvocato Attilio fontana attraverso i suoi difensori Jacopo Pensa e Federico Papa ha depositato, mantenendo gli impegni assunti con la procura, la documentazione che consente di ricostruire con chiarezza il patrimonio estero ereditato dai genitori. Tale patrimonio si é accumulato sin dagli anni 70 e si è scoperto che ricomprendeva anche un secondo conto aperto nel 1999 presso altra banca elvetica; circostanza della quale il presidente fontana era completamente all’oscuro. Il consolidamento dei due conti successivamente avvenuto spiega l’ammontare del patrimonio fatto oggetto di emersione. La procura sta verificando il materiale messo a disposizione. Siamo preparati ai commenti e alle battute di ogni genere”.

Ma le carte procurate dalla difesa e portate alla Procura non dissipano alcun dubbio, anzi, li aumentano. Per il momento, i due legali dovranno impegnarsi di più se vogliono salvare al più presto la dignità del proprio assistito.

La vicenda si fa fosca e la verità è ancora tutta da definire, si augura al governatore della regione Lombardia di dissipare ogni ragionevole dubbio. Ma si appresta una strada in salita per il sempre verde Fontana. Purtroppo per lui, già non era molto amato per la pessima gestione della crisi, targata covid19, se dovesse incorrere in una condanna perderebbe quel poco di consenso che gli è rimasto. Si chiede solo chiarezza ad una storia che fa acqua da tutte le parti, almeno per quanto ci risulta.

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