Home Cronaca Arrestato in Sud America, Rocco Morabito, il superboss della ‘nandragheta

Arrestato in Sud America, Rocco Morabito, il superboss della ‘nandragheta

by Rosario Sorace

E’ una notizia sensazionale ed è sicuramente un gran bel giorno per la legalità! A due giorni dalla commemorazione di Capaci, il superboss della ‘ndrangheta Rocco Morabito, 55 anni, che è ritenuto il numero due della lista dei ricercati e che era evaso Uruguay nel 2019, è stato arrestato.

Dunque è stata messa la parola fine alla fuga del superbroker della droga Rocco Morabito, soprannominato u Tamungà, che era noto fra la Calabria e Milano dove aveva avviato le sue attività illecite e dove ha mosso i suoi primi passi da grande trafficante. Il capoclan della Locride, originario di Africo, era secondo solo a Matteo Messina Denaro. Arrestato insieme a Vincenzo Pasquino, un altro narcotrafficante che si era dato alla macchia in Sudamerica. Morabito era già stato latitante per 23 anni, dal 1994 al 2017.

I carabinieri del Ros lo hanno individuato a Nord del Brasile e le indagini sono state coordinate dalle procure antimafia di Reggio Calabria e di Torino, indirizzandole a Joao Pessoa, che è la capitale dello stato brasiliano di Paraiba dove è stato rintracciato appunto con un altro latitante, Vincenzo Pasquino.

Subito dopo Matteo Messina Denaro, Morabito, era il latitante più pericoloso e in Italia era stato già condannato a 30 anni per narcotraffico. Già arrestato in Uruguay, era scomparso nel giugno del 2019, pochi giorni prima dell’estradizione in Italia, con un’evasione rocambolesca dal carcere di Montevideo quando era fuggito insieme ad altri tre detenuti scavando un tunnel e uscendo dalla terrazza del carcere “Central” di Montevideo, poco prima di essere estradato in Italia.

Infatti u Tamungà, appena uscito dal carcere, riuscì ad entrare in una abitazione di una donna sottraendole tutti i soldi contanti che la signora conservava per la cura di suo figlio malato. Dopo l’irruzione sparì senza lasciare traccia, mentre chi quella notte era evaso con lui pian piano veniva catturato. Tutto ciò avveniva alla fine di giugno del 2019, adesso il Ros dei carabinieri, con l’apporto della Fbi e della Dea statunitense, lo ha individuato a Nord del Brasile, lì dove avrebbe gestito nella frontiera tra Brasile e Uruguay una vasta rete di traffici illeciti tra le cosche calabresi e un organizzazione criminale Primeiro Comando da Capital che a quanto pare si è allargata a macchia d’olio.

Insieme a Morabito è stato arrestato anche Vincenzo Pasquino, definito il “cucciolo” di Nicola Assisi, che è altro grande broker del narcotraffico con radici a Platì ma che era residente a Torino per la precisione, e che aveva legami in tutto il mondo. Pasquino soleva dire alla moglie, che lo metteva in guardia da questi rapporti con Assisi e la sua famiglia: “Sono persone che mi hanno cresciuto, io un padre non l’ho mai avuto. Ero un capraro e mi hanno insegnato a leggere e scrivere. Quando puzzavo (morivo ndr) di fame non c’eri tu a portarmi 5 euro per campare e comprarmi le sigarette”.

Adesso si conducono indagini anche per scoprire chi in tutti questi anni ha aiutato Rocco Morabito a sfuggire a quell’estradizione e a nascondersi per quasi due anni.

‘U Tamungà, il suo soprannome, è strano e originale e pare che prenda le sue origini da Dkw Munga, un fuoristrada militare tedesco indistruttibile, con cui pare che Morabito girava in lungo e largo per le strade di Africo. Ai suoi esordi, giovanissimo, dotato di grande ambizione, astuzia e intraprendenza arrivò a Milano dove si è legato ad ambienti alto borghesi e alla dolce vita continuando comunque a gestire per la ‘Ndrangheta un’immensa rete del narcotraffico.

Sfuggì alle ricerche andando in Uruguay nel 2002 istallandosi a Punta del Este; una delle più note località turistiche dell’Uruguay. Ha continuato lo stile di vita milanese fatto di lussi e ricchezze e nei pressi dell’esclusivo quartiere di Beverly Hills, Morabito ha assunto la falsa identità di un ricco imprenditore, Francisco Antonio Capeletto Souza, che ufficialmente si occupava del settore dell’import-export e nella coltivazione intensiva di soia.

E’ vissuto quindi tranquillamente in tutti questi anni con questa copertura sotto falso nome in questo ricco sobborgo di Punta del Este e, dopo 23 anni latitanza, era stato arrestato nel 2017 nella hall di un lussuoso hotel di Montevideo. Tuttavia rimase poco in carcere, quando appunto fuggì per scomparire nuovamente e operando per altri anni fra Uruguay e Brasile.

Morabito è considerato il più importante broker e cervello operativo della più importante rotta di traffico di stupefacenti. Si tratta di un arresto davvero rilevante, che scompagina la ‘ndrangheta e le relazioni criminali che mantiene nel Sud America.

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