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Ieri, davanti al Tribunale del Riesame, Valter Lavitola ha presentato alla Procura di Roma una versione aggiornata dei fatti. «Io mi volevo ricostruire, non dico una verginità, che era impossibile, ma una reputazione positiva», ha detto, indicando l’intento della sua nuova dichiarazione.
La nuova memoria depositata al Riesame
Il documento consegnato ieri non contiene rivelazioni clamorose, ma include alcuni particolari ritenuti interessanti dagli inquirenti. La testimonianza è stata letta come una riformulazione dei punti già emersi nelle indagini.
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Nel complesso, la versione offerta da Lavitola appare in larga misura coerente con il verbale d’interrogatorio del 12 agosto. Diversi passaggi sembrano confermare quanto annotato nel precedente atto, suggerendo continuità più che retromarce.
Il senso della dichiarazione
La frase citata mette in luce un intento dichiarato: non cancellare il passato, ma provare a ricostruire una reputazione più positiva agli occhi della pubblica opinione e degli accertatori. Il tono della comunicazione risulta calibrato, senza aperture a nuovi elementi dirompenti.
Per ora, dunque, il deposito non modifica sostanzialmente il quadro già delineato dagli atti precedenti. Sarà compito degli uffici inquirenti valutare se i dettagli aggiunti meritino approfondimenti ulteriori.











