A Kiev il rientro scolastico nel bunker: tra lacrime e chi si abitua alla guerra

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Una sirena d’allarme aereo ha interrotto la prima giornata di scuola a Kiev: i bambini, appena usciti dalla loro prima lezione dell’anno, sono stati accompagnati dagli insegnanti nei rifugi. La scena riassume la convivenza quotidiana tra didattica e rischio che caratterizza molte scuole ucraine.

Allarme e routine scolastica

L’allarme è scattato subito dopo la lezione iniziale e gli alunni si sono spostati nei rifugi sotterranei previsti dall’istituto. A guidare la scuola è il preside Roman Feshchuk, che coordina un plesso con circa 400 studenti dalla prima alla nona classe.

Aula in un rifugio sotterraneo con banchi e materiali scolastici illuminati da luci d'emergenza
Le scuole di Kiev dispongono di rifugi attrezzati dove le lezioni proseguono durante gli allarmi.

Feshchuk ricorda che, in un attacco dello scorso maggio, la maggior parte delle finestre era stata distrutta. Nonostante questo, la scuola ha ripreso le attività e dispone di due rifugi attrezzati dove gli alunni possono continuare a lavorare anche durante gli allarmi.

Sogni oltre le macerie

Diversi ragazzi arrivano a scuola portando tra i bagagli esperienze di perdita: alcune famiglie hanno visto le proprie case distrutte e altri hanno subito lutti. Eppure, lo sguardo sul futuro resta acceso.

Bambini e ragazzi con zaini e quaderni, simbolo di continuità educativa nonostante le difficoltà
Nonostante le perdite, i giovani ucraini mantengono vivi i loro sogni e progetti per il futuro.

Tra i progetti personali emergono speranze semplici e concrete: c’è chi sogna la fine della guerra, chi ambisce a fare il veterinario e chi punta a una carriera nelle forze dell’ordine.

Preoccupazioni dei genitori

La preoccupazione dei genitori riguarda in primo luogo la continuità dell’istruzione durante i raid. Alla Hrybailo, 41 anni e madre di un bambino di prima elementare, teme per il modo in cui verranno seguite le lezioni quando suonano gli allarmi, pur mantenendo speranza.

Anche Yana Kutsenko, 46 anni, che otto mesi fa ha lasciato la città di Druzhkivka nella regione di Donetsk insieme al figlio, preferisce guardare avanti con ottimismo e spera in un futuro migliore per i più giovani.

Danni alle scuole e interventi

Secondo le autorità cittadine, dall’inizio dell’invasione su larga scala sono state danneggiate 318 strutture educative a Kiev; di queste, 205 sono già state restaurate. I numeri evidenziano sia l’entità dei danni sia gli sforzi in corso per riportare alla normalità gli spazi scolastici.

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