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25 aprile: L’alba di una era in difesa delle libertà

by Redazione

Il 25 aprile è una data memorabile per il socialismo; si ricorda questa data storica non solo per la conclusione della guerra contro il fascismo e la fine dell’occupazione nazista, ma è il momento in cui i diritti di coloro che erano stati messi ai margini della società, o perché contro il regime o perché venivano considerati inutili, riemergono dal pantano fascista che ha calpestato malamente la loro dignità e libertà.

La Resistenza ha visto decine di migliaia di operai, contadini, lavoratori, giovani e donne del popolo, opporsi in armi contro l’oppressione del nazifascismo e del sistema che lo aveva generato e sostenuto contro lo sviluppo delle idee e del movimento rivoluzionario della classe proletaria.

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), presieduto da Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, venne proclamata l’insurrezione generale in tutti i territori occupati dai nazifascisti. Venne ordinato a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia, facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.

E’ stata una vittoria del popolo contro l’oppressore e tiranno. Anche se in questa occasione, forse per la collera di vedere molti compagni perire o per la frustrazione accumulata dopo anni di regime, il CLNAI, emanò in prima persona dei decreti legislativi, assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo. Una macchia indelebile nella storia in cui si sostituisce la violenza con altra violenza. Facendo fare il giro del mondo a informazioni e immagini assai brutte. Però si sa, la rivoluzione non è un pranzo di gala. E scrivere la storia è un lusso che spetta ai vincitori.

I Partigiani

«Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno. L’idea era quella di un’avanguardia rivoluzionaria che lottava per assumere la gestione della società, liberarsi dal capitalismo e avviarne la trasformazione in senso socialista. Nelle file delle Brigate partigiane, i Commissari politici diffondevano idee rivoluzionarie e formavano i combattenti rivoluzionari al marxismo-leninismo. Peccato che poi la liberazione sia stata fatta dagli americani, che ovunque portano guerra, esportano i loro ideali fasulli e ipocriti che si propagano a macchia d’olio. Quasi come un’epidemia di coronavirus.

I Partigiani devono essere ricordati sempre, per i loro insegnamenti, per lo spirito rivoluzionario, l’abnegazione ma soprattutto per la loro lotta per una causa universale: l’abbattimento dei regimi borghesi e la costruzione di una nuova e più elevata società basata sull’abolizione dello sfruttamento, fino al passaggio alla società senza classi. Un vero sogno utopistico. Ma sono proprio questi i limiti della nostra società.

La liberazione al giorno d’oggi

In questa emergenza, il sistema borghese ha dimostrato tutto il suo marciume; il sistema sanitario pubblico è stato penalizzato da decenni di neoliberismo, si è consumata l’inefficienza, l’inadeguatezza e la corruzione, che la privatizzazione della sanità ha prodotto, gravando sulla vita dei lavoratori e delle loro famiglie. La morte di una miriade di persone è il crimine più evidente, ma, le centinaia di migliaia di licenziamenti, il dilagare della povertà, la militarizzazione della società, le restrizioni delle residue libertà democratiche, hanno svelato il vero volto delle politiche dei governi borghesi.

Mentre il bilancio sanitario è deficitario anche ad affrontare il ‘Covid19’, sono in aumento le spese militari. Il governo acquista nuovi sistemi di armi d’attacco aumentando del 6% la spesa bellica, accetta l’aumento della quota di appartenenza alla Nato, invia militari all’estero in zone dove (con altri paesi imperialisti) depredare risorse naturali e sfruttare le popolazioni locali, finanzia e sostiene regimi criminali come Libia e Ucraina. Anziché aumentare gli operatori sanitari e le loro retribuzioni, vengono elogiati militari, polizia e carabinieri, impiegati per tenere la popolazione a debita distanza … sociale!

Senza considerare che, il passaggio del testimone avvenuto da Conte a Draghi ha comportato uomini “forti”, generali, commissari e super-poliziotti, con esperienze di controllo sociale e politico, di guerre imperialiste. Il governo non intende gestire l’emergenza ‘Covid19’, ma abituare la popolazione alla presenza militare sul territorio in preparazione di misure sempre più autoritarie su occupazione, sanità, istruzione, servizi sociali, trasporti, pensioni, ecc.

Siamo passati da un governo immobile incapace di controllare e gestire, ad un esecutivo che controlla tutto anche nel minimo dettaglio.

Sfratti, licenziamenti, arresti di operai e giovani in lotta in difesa del salario, del posto di lavoro, dell’ambiente, la cassa integrazione, la disoccupazione, l’aumento della povertà, sono oramai fatti quotidiani.

Il governo dell’oligarchia finanziaria mira non solo a impedire potenziali ribellioni, ma a privare il movimento operaio e sindacale di diritti politici, sindacali e sociali, conquistati a caro prezzo: dal diritto di sciopero al diritto di manifestazione, di organizzazione e di rappresentanza sindacale, fino all’utilizzo antisindacale di strumenti giudiziari.

La borghesia, nonostante abbia aumentato i propri profitti, combatte per mantenere il proprio dominio politico ed economico contro la classe lavoratrice avvalendosi anche della versione autoritaria del leghismo e del nazionalismo di Fratelli d’Italia, e della versione squadristica di Casa Pound, Forza Nuova, Lealtà e Azione e altre lugubri formazioni, che alzano il tiro (con l’obiettivo di strumentalizzare il malcontento del ceto medio), ritenendosi legittimate da anni di propaganda revisionista e da operazioni “pacificatorie” della sinistra borghese.

Armi, eserciti, decreti Salvini, missioni “umanitarie” di guerra, non garantiranno maggiore sicurezza, ma l’aumento dell’oppressione e dello sfruttamento in una situazione caratterizzata da una profonda crisi economica e sociale del sistema.

Ma tornando alla data di oggi, 25 aprile; i valori tramandati dalla Resistenza, gli ideali rivoluzionari che spinsero i Partigiani a combattere il nazifascismo per un’altra società, sono un patrimonio da utilizzare per una nuova Resistenza.

Si è trattato infatti solo del primo step della rivoluzione; bisogna difendere con le unghie e con i denti il diritto di prosperare e di vivere in maniera dignitosa; e, soprattutto, basta ostracismi e propagande fatte di “aria fritta”. La liberazione ci apre la strada ad altre rivoluzioni, la difesa dei diritti umani, e non solo come la intendono gli ipocriti al potere, fatta con la beneficienza. L’altruismo è fatto di altra pasta! L’altruismo è insegnamento, è la difesa delle libertà di espressione preservata da leggi che non discriminino le diversità di pensiero, di usi o costumi o che sfruttino la nostra antica cultura solo per opprimere.

L’eutanasia é la libertà di dire basta ai mali irreversibili, bisogna finirla di relegare le persone a vivere una vita che non vogliono vivere solo perché viene ritenuto immorale.

Preservare le libertà tramite l’informazione e non con leggi oppressive, è questo l’imperativo. Il primo esempio che viene in mente sono i vari Dpcm che ci hanno relegato in casa per preservare la nostra sicurezza. Sono stati utili, questo è vero, ma sono abomini che vanno contro i principi costituzionali. Una sana informazione, e non quella propagandistica, con immagini e video scioccanti, con informazioni corrette e una giusta assistenza da parte dello Stato, sia per quanto riguarda ausili pratici, assistenza, soprattutto agli anziani e protezione delle categorie fragili, sia per quanto riguarda l’assistenza economica, costi dei tamponi, medicinali e strumenti di prevenzione, avrebbero sortito molti più effetti benefici dei domiciliari a casa, o del coprifuoco.

Altro tema simile è quello delle droghe, informare e prevenire è meglio che proibire e curare. E’ un dato di fatto! Vietare l’uso delle droghe è il modo migliore per non controllare e non monitorare il fenomeno. Si vuole battere la droga, servono campagne di informazione sugli effetti nocivi, serve un monitoraggio accurato per chi ne fa uso e farmaci sostitutivi che eliminino la dipendenza. Con questo atteggiamento: si tolgono profitti e potere alle mafie, si preclude l’accesso alle droghe ai minorenni, i più influenzabili al consumo, e, soprattutto, si controlla e si interviene su chi ne abusa. Per non parlare dell’enorme risparmio da parte dello Stato.

Insomma il 25 aprile ci ricorda ogni anno come preservare: la libertà di espressione, la libertà di parola, la libertà anche di vivere la propria vita come meglio si crede senza precludere le libertà altrui, la libertà di vivere e di prosperare come meglio si crede senza subire ingiustizie e disuguaglianze così lampanti dettate dall’ipocrisia e, soprattutto, la libertà di essere rispettati in quanto esseri umani. Solo così si può ambire alla grandezza in quanto razza.

Buon 25 aprile! La Liberazione mise così fine a vent’anni di dittatura fascista e a cinque anni di guerra, ma rappresentava solo l’inizio della liberazione, purtroppo per noi, c’è ancora molto lavoro da fare. Avanti tutta!

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1 comment

GUGLIELMO BRIGHI 25 Aprile 2021 - 12:51

La vita è fatta di scelte. Chi preferì la codardia, chi il coraggio e l’onore! Una Buona Festa della Liberazione!

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