Mostra sommario Nascondi sommario
L’Aula della Camera ha chiuso l’esame degli ordini del giorno sulla riforma della legge elettorale, tra approvazioni formali e tensioni politiche. Domani alle 9:30 sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale, che sarà a scrutinio segreto.
Cosa è stato approvato e respinto
Legge elettorale: respinta la proposta presentata da Vannacci, Schlein attacca Meloni. Sì al voto per i fuorisede
Farsa sovranista: la destra e il paradosso del vincolo esterno
Tra le proposte accolte figura un emendamento a prima firma Steger che stabilisce che, in caso di modifiche che incidano sulla rappresentanza delle minoranze linguistiche per l’elezione di Camera e Senato, la proposta di legge venga trasmessa alla Repubblica d’Austria per le verifiche del caso.
Nel corso della giornata è stato respinto, con voto segreto, l’emendamento firmato da Edoardo Ziello di Futuro Nazionale che proponeva il ritorno delle preferenze con l’indicazione del nome del candidato sulla scheda: 233 contrari e 139 favorevoli. Durante lo scrutinio è stato segnalato anche un episodio controverso: un parlamentare vicino a Roberto Vannacci ha ripreso il voto segreto, suscitando polemiche.
Con voto unanime dell’Aula — 349 sì — è passato invece l’emendamento sulla possibilità di voto per i cosiddetti **fuorisede**. La norma prevede l’iscrizione in un apposito albo per chi, per motivi di studio, lavoro o cure mediche, si trova lontano dal proprio Comune di residenza e intende votare nel luogo di domicilio temporaneo.

Le spaccature nella maggioranza
La bocciatura dell’emendamento sulle preferenze ha messo in luce tensioni nel centrodestra. Oltre agli otto deputati di Futuro Nazionale, una parte dei deputati di Fratelli d’Italia ha votato a favore, creando un inedito asse sul tema delle preferenze con il movimento guidato da Vannacci.

Opposizioni e alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle hanno definito il voto come sintomo di una frattura nella maggioranza, invocando confronti interni e riflessioni politiche. Commenti duri sono arrivati da vari fronti, che hanno collegato il risultato in Aula alle questioni più generali sulla tenuta del governo.
Proteste in Parlamento e reazioni
Nell’aula di Palazzo Madama i senatori del M5S hanno inscenato una protesta esponendo cartelli con la scritta “Imbullonati”. Il capogruppo M5S Luca Pirondini ha attaccato la maggioranza, affermando che «il 4 settembre questo governo si vanterà di essere il più longevo della storia, ma passerete alla storia come il governo più imbullonato alla poltrona».
Alla Camera, i deputati di Futuro Nazionale hanno esposto cartelli con la scritta «Partiti padroni? No! Cittadini sovrani» dopo la bocciatura del loro emendamento. Lo scontro ha prodotto anche accuse reciproche tra i gruppi, con richieste di chiarimenti sul comportamento di singoli parlamentari nelle votazioni segrete.
La giornata si chiude quindi con il percorso del provvedimento ancora aperto: la seduta riprenderà domani mattina alle 9:30 con le dichiarazioni di voto e il voto finale, a scrutinio segreto, che deciderà il prossimo passo dell’iter parlamentare.











