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La Camera ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge elettorale che apre la possibilità di voto agli elettori temporaneamente lontani dal proprio Comune. La votazione si è chiusa con 353 sì, nessun contrario e il parere favorevole del governo.
Cosa prevede la norma
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Il provvedimento consente a chi risiede temporaneamente in un Comune diverso da quello di iscrizione anagrafica di richiedere l’iscrizione in un elenco speciale degli elettori fuorisede presso il Comune ospitante. Una volta iscritto, l’elettore potrà esercitare il diritto di voto direttamente nel luogo di domicilio temporaneo per le elezioni politiche, le elezioni europee e i referendum nazionali.

Chi ha diritto
Possono presentare domanda coloro che si trovano lontano dal Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, e che hanno stabilito un domicilio temporaneo nel Comune ospitante.

L’emendamento è stato promosso dal deputato di Fratelli d’Italia Fabio Roscani insieme a esponenti di Lega, Forza Italia e Noi Moderati e riformulato nel corso dei lavori in commissione Affari costituzionali per ampliarne l’accesso.
Durata minima e requisiti
Il requisito generale richiede la permanenza temporanea in un Comune appartenente a una provincia diversa da quella di residenza. Per chi si trasferisce per studio o lavoro è necessario un periodo minimo di permanenza di nove mesi. Per motivi di cura, la soglia è stata ridotta: la norma approvata fissa il minimo a tre mesi.

Termini e documentazione
I termini per la richiesta sono stati uniformati: l’iscrizione può essere chiesta entro il 31 dicembre di ogni anno. Chi diventa fuorisede in un secondo momento può presentare domanda entro 30 giorni dall’inizio della nuova condizione, purché non oltre 45 giorni prima della data delle elezioni.

La domanda va presentata al Comune di domicilio, anche con strumenti telematici. Devono essere allegati un documento d’identità valido e la documentazione che attesti lo status di fuorisede. Nella richiesta vanno indicati l’indirizzo del domicilio temporaneo e, se disponibile, un recapito e‑mail.
Per le elezioni politiche ed europee, l’elettore voterà per i candidati del collegio collegato al territorio del domicilio e lo scrutinio avverrà nelle sezioni ordinarie individuate dal Comune ospitante.
Il cammino verso la legge
L’approvazione segue mesi di mobilitazione di diverse organizzazioni civiche e piattaforme, tra cui Will Media, Rete Voto Fuorisede e The Good Lobby. L’iniziativa ha preso forma anche attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto oltre 50mila firme.
L’Italia, fino a pochi anni fa tra i pochi Paesi europei — insieme a Malta e Cipro — senza un sistema stabile per il voto degli elettori fuori sede, aveva già sperimentato misure temporanee: una prima prova riguardò gli studenti alle elezioni europee del 2024 e successivamente si estese ai lavoratori per i referendum del 2025.
Perché conta
La riforma semplifica l’esercizio del diritto di voto per milioni di persone, in particolare studenti e lavoratori fuori sede, riducendo costi e difficoltà legate al rientro nel Comune di origine. Sul piano politico, il tema del voto fuorisede ha rappresentato uno dei rari punti di convergenza tra maggioranza e opposizione nel dibattito parlamentare.











