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È scomparso il 12 luglio, a 54 anni, il critico d’arte e curatore Pericle Guaglianone. La notizia lascia un vuoto nella scena artistica romana: Guaglianone coniugava la pratica critica a un ruolo pubblico come agente della Polizia Stradale, servizio al Dipartimento Lazio‑Umbria, e la sua morte improvvisa mentre si trovava sul litorale di Torvaianica ha colpito colleghi e amici.
Una figura dai due volti: arte e servizio pubblico
Guaglianone era noto per la capacità di muoversi con disinvoltura fra mondi apparentemente distanti. Da un lato si è formato e affermato come voce critica e curatore; dall’altro svolgeva attività nella Polizia Stradale, una presenza concreta nel tessuto sociale della regione.
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Il decesso, causato da un malore improvviso mentre si trovava sulla costa, è stato segnalato il 12 luglio. Aveva 54 anni. La sua doppia identità — intellettuale e uomo delle istituzioni — contribuiva a rendere il suo punto di vista originale e radicato nella quotidianità.
Lo sguardo critico
Chi lo conosceva ricorda un approccio alla critica attento e curioso, capace di cogliere aspetti non banali nelle opere e nelle mostre. Prediligeva ciò che usciva dagli schemi convenzionali e mostrava un interesse sincero per le ricerche più audaci.
Spesso riusciva a sintetizzare in poche righe l’essenza di una mostra, mettendo in luce tanto la forza di un’opera quanto la sua collocazione nel dibattito contemporaneo. Il suo tono alternava arguzia e sincerità, e la sua opinione veniva considerata un punto di riferimento nel circuito romano.
La passione per i luoghi selvatici e il mare
Il rapporto con la natura e con il mare era centrale nella sua vita. Amava i paesaggi autentici e riservati e trascorreva molto tempo negli spazi più selvaggi della costa.
La duna di Capocotta compare spesso nei ricordi: lì avrebbe lasciato, dicono, il cuore di chi trovava nel mare uno specchio per le proprie riflessioni. Anche la sensibilità poetica faceva parte della sua cifra personale; più volte il richiamo alla poesia è emerso nel modo in cui raccontava le opere e i luoghi che amava.
Il lascito: parole e assenza
Resta incerta l’esistenza di un progetto critico più ampio che Guaglianone avrebbe voluto completare. Se tali riflessioni sono rimaste inedite, la comunità artistica perderà la possibilità di leggerle.
Più immediatamente, mancheranno il suo sorriso, il suo spirito e quel tono di complicità che spesso accompagnava i confronti professionali. Il ricordo dei suoi interventi e delle sue letture continuerà però a circolare negli ambienti culturali che lo hanno conosciuto.
Chi lo ha incontrato lo saluta con affetto e riconoscenza per il contributo critico e umano che ha lasciato.











