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In Sicilia patto politico tra Italia Viva e Forza Italia

by Rosario Sorace

La Sicilia è ritenuta da sempre un laboratorio politico che anticipa le novità che si impongono poi nel territorio nazionale.

E certamente la notizia dell’asse Renzi-Berlusconi desta interesse, essendo un fatto destinato ad influire nello scenario degli equilibri politici in Italia poiché, da sempre, la maggior parte degli osservatori politici hanno pensato che il politico fiorentino sia l’erede politico del cavaliere di Arcore per la sua assonanza di proposte politiche e per la sua collocazione centrista tra i due schieramenti politici.

Ora questo disegno politico si sta per realizzare e il leader di Italia viva infatti ha incontrato Gianfranco Micciché siglando un patto in Sicilia per liste (e gruppi) comuni con Forza Italia.

L’incontro di Renzi con il presidente dell’Ars è avvenuto in un ristorante di lusso a Firenze poco prima delle amministrative e sancisce un’intesa che intanto partirà con un inter-gruppo comune all’Ars e che successivamente punta a comporre delle liste comuni per le prossime comunali a Palermo e anche per le regionali del 2022.

Naturalmente se tale alleanza funziona sarà replicata a livello nazionale alle prossime elezioni del 2023. Si tratta di indiscrezioni assai attendibili che non sono state smentite dai diretti interessati, e, tale intesa al vertice, fa riaffiorare alla memoria l’incontro che 11 anni fa (il famoso Patto del Nazareno) ebbe l’allora sindaco di sindaco di Firenze con Silvio Berlusconi che però non generò un seguito in termini di alleanza.

Lo scopo principale della nuova alleanza tra Renzi e Miccichè è quello di frenare le perdite subite in Sicilia da Italia viva a favore della Lega ma anche di Forza Italia.

Questa estate c’è stato il passaggio del consigliere regionale, Luca Sammartino, da Italia Viva alla Lega e anche quello della compagna, la senatrice Valeria Sudano, figlia d’arte di Enzo, sindacalista della Cisl che è stato assessore provinciale nella giunta di Nello Musumeci, attuale Presidente della Regione, mentre lo zio Domenico fu senatore per il Ccd.

Poi a Palermo, nel mese di Settembre, il deputato Francesco Scoma, già esponente politico di Forza Italia, prima è passato con Italia Viva e infine ha aderito alla Lega di Salvini.

Il leader di Italia Viva in Sicilia, Davide Faraone, ha subito queste perdite che hanno indebolito la sua posizione e così in suo soccorso è arrivato Renzi che dopo la presentazione di un suo libro ha avuto questo cena con Gianfranco Miccichè all’enoteca Pinchiorri di Firenze.

La prima data utile per verificare la solidità di questo patto sarà nella primavera del 2022, quando si svolgeranno le elezioni amministrative a Palermo e dove molto probabilmente si presenteranno con liste uniche Forza Italia e Italia Viva.

Se si supererà positivamente questo test elettorale i due gruppi si presenteranno congiuntamente per le elezioni regionali con liste comuni.

In prospettiva si parla di fusione all’Ars, dove attualmente Forza Italia conta 13 deputati ed è il secondo gruppo, dopo quello del M5s che ne ha 15 e Italia viva che dispone di 3 deputati insieme a Sicilia Futura, il partito da cui vengono due dei tre consiglieri, che sono Nicola D’Agostino ed Edy Tamajo.

Il nome del nuovo gruppo parlamentare potrebbe essere “Italia Viva-Sicilia futura azzurra” richiamando la simbologia delle tre formazioni politiche.

Sono anni che si tenta di trovare un terreno comune tra l’area berlusconiana e i renziani e, già nell’ottobre del 2018 alla manifestazione della “Faraona” in stile della Leopolda organizzata da Faraone, Micciché espresse il desiderio di volere una sintesi comune con Italia Viva i per superare i populismi. E ora questo patto sembra decollare con la partenza a Palermo e l’arrivo a Roma.

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