Home Cronaca Guardia Costiera libica attacca peschereccio italiano: ferito comandante

Guardia Costiera libica attacca peschereccio italiano: ferito comandante

by Romano Franco

Giuseppe Giacalone, comandante del peschereccio Aliseo della marineria di Mazara del Vallo, è stato preso d’assalto da colpi di arma da fuoco da una motovedetta della Guardia Costiera libica circa 75 miglia a nord est di Tripoli, rimanendo ferito a un braccio. Secondo le dichiarazioni della Libia, la loro Guardia costiera avrebbe esploso alcuni colpi di arma da fuoco di avvertimento intimando all’Aliseo e a un altro peschereccio, l’Artemide, di fermarsi. Scusa che non regge visto che per intimidire non si spara ad altezza uomo. La prassi dice di sparare in aria o sull’acqua.

L’Aliseo’ si trovava a oltre settanta miglia a nord-est di Tripoli. Cosa che non giustifica in maniera così serrata la protezione del territorio. E una scarica di spari ha colpito il comandante che adesso è rimasto ferito in condizioni ancora da accertare.

La controversia sullo status legale delle acque del Golfo della Sirte, al largo della costa libica, riguarda il tracciamento da parte della Libia delle linee di base per determinare l'ampiezza delle sue acque territoriali (12 miglia marine misurate a partire dalle linee di base) e delle zone di pesca protetta (62 miglia marine dal limite del mare territoriale o 74 miglia marine dalle linee di base). Le rivendicazioni marittime della Libia derivano dalla risoluzione n. 104 della Commissione generale del popolo, adottata il 20 giugno 2005, sulle «Linee di base rette delle acque territoriali e delle regioni marittime libiche» e dalla risoluzione n. 105 della Commissione generale del popolo, adottata il 21 giugno 2005, sulla «Definizione di zone libiche di pesca protetta nel Mare Mediterraneo». Sulla base di queste risoluzioni, la Libia ritiene che le acque del Golfo della Sirte siano parte integrante del territorio libico e considera quindi l'area delimitata da una linea retta che unisce i due punti di entrata geografici del golfo come zona di pesca protetta libica. Tuttavia, nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), il Golfo della Sirte non soddisfa le condizioni richieste affinché le sue acque siano considerate acque interne della Libia, né affinché le linee di base possano essere tracciate in quella posizione. Secondo la convenzione UNCLOS, uno specchio d'acqua può essere considerato una baia e fare quindi parte delle acque interne se la linea di base non supera le 24 miglia marine, mentre la linea di base del Golfo della Sirte è di quasi 300 miglia marine.

L’Armatore del peschereccio di Mazara del Vallo ‘Medinea’, sequestrato l’1 settembre 2020 e rilasciato dopo 108 giorni di prigionia a Bengasi, in Libia, commentando quanto accaduto oggi dice: “Una brutta situazione. Hanno sparato a un peschereccio che si trovava in una zona teoricamente ‘amica’, quella su versante di Tripoli. Sparare ad altezza d’uomo è assurdo”.

Anche il sindaco di Mazara non manca all’appello e dice: “Era tutto prevedibile, ne parliamo da giorni qui. Qua la questione è sempre la stessa. Adesso ci dicano se dobbiamo andarcene ma lo Stato Italiano deve proteggere gli italiani, l’Italia si faccia sentire. Subito”.

Anche la politica si muove, e Enrico Letta, Segretario del Pd accusa su twitter: “Inconcepibile quel che è accaduto oggi. Solidarietà al comandante del peschereccio italiano e non ci si potrà accontentare di scuse o vaghe spiegazioni. #Libia”.

La Lega, tramite Lorenzo Viviani e Paolo Formentini, capo dipartimento Pesca del partito e vicepresidente della commissione Affari esteri di Montecitorio, attaccano duramente la Libia: “Gravissimo l’attacco della Guardia costiera libica al peschereccio italiano Aliseo. Apprensione per lo stato di salute del comandante, Giuseppe Giacalone. La Lega chiede da tempo un intervento diplomatico per garantire la sicurezza e il lavoro dei nostri pescatori.

“Il Governo venga a riferire con urgenza in aula. Ci spieghi se a sparare è stata la stessa guardia costiera libica che il Presidente del Consiglio ha ringraziato qualche giorno fa per le deportazioni quotidiane di migranti e se lo ha fatto utilizzando una delle motovedette che gli abbiamo regalato. Dopo questo ennesimo e gravissimo episodio, occorre sospendere immediatamente la missione di supporto alla guardia costiera libica”. Lo scrive in una nota il deputato di Leu Erasmo Palazzotto nell’apprendere degli spari della guardia costiera libica verso tre pescherecci italiani con il ferimento del comandante di una delle barche.

E’ un po’ di tempo che la Libia viene amministrata in maniera rude e disordinata infischiandosene delle regole del rispetto internazionale e del rispetto dei diritti umani, di sicuro questo gesto non può rimanere impunito e, nonostante ci fosse magari un motivo valido per rivendicare quella parte del territorio, che non esiste in nessuno Statuto Internazionale, ricordiamolo, non si può assistere ad attentati alla vita dei nostri concittadini per aver varcato un confine immaginario in mare. Serve una risposta europea e una risposta anche americana che, grazie alla primavera araba, hanno creato, nel Nord Africa, una situazione di anarchia e confusione che non è mai stata messa in ordine.

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