Home Arte & Cultura Muti: concerto di capodanno, un messaggio di speranza per l’anno che verrà

Muti: concerto di capodanno, un messaggio di speranza per l’anno che verrà

by Rosario Sorace

Ancora un volta sarà il maestro Riccardo Muti a guidare la filarmonica di Vienna nel tradizionale e affascinante appuntamento del concerto di Capodanno seguito in tutto il mondo da milioni di spettatori. Sarà la sesta volta per il nostro direttore d’orchestra che ha nutrito molti dubbi sulla sua partecipazione a questo evento mondiale.

E alla fine, ha deciso che non si poteva rinunciare a questa magnifica esperienza di dirigere questa straordinaria orchestra alla quale è profondamente legato da oltre mezzo secolo, essendo anche membro onorario dal 2011. In tempi di pandemia, il tradizionale Concerto di Capodanno si terrà senza il pubblico seduto nella Sala d’Oro del Musikverein, ma sarà seguito in oltre 100 Paesi, ripreso in mondovisione dalla Orf, la radiotelevisione nazionale austriaca.

“Di certo – racconta Muti – quando abbiamo programmato il concerto, nessuno di noi avrebbe mai pensato di trovarsi in questa situazione. E’ così strano. Persino in hotel, qui a Vienna, non c’è nessuno. Anche girando per le strade della città sembra di essere in un film dell’orrore. Concerto sì, concerto no: alla fine ci siamo detti che non possiamo abolire tutto. Suoneremo non solo per regalare bella musica al pubblico, ma per dare un messaggio di speranza e pace a tutti. Non cominciare l’anno con il tradizionale concerto sarebbe stato il peggior segnale per l’intero mondo. Invece abbiamo un gran bisogno di ‘speranza” e quest’ultima parola, il maestro, pur parlando in inglese la ripete più volte in italiano.

Il prossimo anno il maestro Muti compirà 80 anni, portati magnificamente e in questa edizione il programma prevede grandi novità con suggestioni, temi e atmosfere italiane che rappresentano alcune prime esecuzioni per la Filarmonica di Vienna. Si va da Franz von Suppé a Johann Strauss II, Josef Strauss, Carl Zeller, Carl Millöcker, Karel Komzák II.

“Suppé – dice il maestro – si sentiva per metà italiano. La sua Overture, che aprirà la seconda parte del concerto, è piena di elementi musicali tipici del nostro mondo operistico. Ma dentro si sente anche molta Austria. E’ un’Overture che racconta due nazioni che sono sempre state legate, a volte con qualche discussione, altre con grande amicizia. E’ un esempio di come la musica a volte abbia unito l’Europa ben più della politica. Io stesso sono italiano, ma da cinquant’anni lavoro anche qui a Vienna: qualcosa avrò assorbito. E a Napoli – qui affiorano i ricordi storici – abbiamo avuto la regina Maria Carolina d’Austria, che tanto ha fatto per la cultura della mia città”.

Per il maestro è sempre una grande emozione guidare la Filarmonica nel Concerto di Capodanno. “Ormai sono pronto a diventare una delle cariatidi del Salone – dichiara contento il maestro – la mia prima volta al concerto di Capodanno, nel 1993, ero terrorizzato. Bisogna trovare una via per mettere insieme tradizione e una cifra che sia tua. Devi essere un pilota esperto, altrimenti l’orchestra potrebbe anche andare da sola. Quella notte non dormii. Davanti a una delle orchestre più grandi del mondo, con un repertorio unico, con la mia inesperienza sentivo che avrei solo potuto peggiorare la situazione. Ma i musicisti mi hanno molto aiutato e tutto è andato bene. Poi negli anni l’esperienza mi ha insegnato che non è mai una passeggiata in giardino. Ma una nuova sfida, ogni anno”.

Il primo di ogni anno il concerto da Vienna è uno spettacolo incantevole e imperdibile e adesso con Riccardo Muti direttore d’orchestra ancora di più.

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