A Unipol i rossi mirano a guadagnare con Elon Musk quando possibile

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Unipol registra risultati semestrali robusti e annota una plusvalenza contabile significativa derivante dalla partecipazione in SpaceX. L’operazione rafforza i conti del gruppo ma, secondo l’amministratore delegato, si tratta di un investimento volatile e non destinato a rimanere a lungo nel portafoglio.

La plusvalenza su SpaceX e la scommessa su X

Nei primi sei mesi del 2026 Unipol ha contabilizzato una plusvalenza lorda di 211 milioni di euro legata alla sua quota in SpaceX. Si tratta di un contributo importante ai risultati del semestre, che arriva dopo la partecipazione iniziale del gruppo anche nell’allora Twitter: nel 2022 Unipol aveva investito 22 milioni di dollari per acquisire circa l’1% della piattaforma, un’operazione che il presidente Carlo Cimbri definì allora “un buon investimento” in un’intervista al Tg1.

Il titolo di SpaceX ha però vissuto forti oscillazioni: dopo i picchi di giugno oltre i 200 dollari, il valore è sceso a circa 115 dollari. Unipol ha realizzato una rivalutazione contabile, ma il numero uno del gruppo, Matteo Laterza, ha avvertito gli analisti che la partecipazione è “volatile, non strategica” e che il gruppo non intende conservarla a tempo indeterminato. Secondo Laterza, l’azienda valuterà opportunità di disinvestimento quando si presenteranno le condizioni adeguate.

Risultati economici: utili e redditività

I conti del semestre mostrano un utile netto consolidato di 1,056 miliardi di euro, in crescita del 42% rispetto al 30 giugno 2025. Il solo ramo assicurativo segna un utile di 1,043 miliardi (+41,1%).

La redditività lorda degli investimenti si attesta intorno al 6%, superiore ai livelli del 2025. Anche escludendo l’effetto della plusvalenza su SpaceX, il miglioramento dei risultati è spiegato dall’andamento tecnico del core assicurativo e da un contributo maggiore della gestione finanziaria, spiega la compagnia.

I numeri del business assicurativo

La raccolta premi diretta raggiunge circa 9 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto al dato normalizzato al 30 giugno 2025. Il ramo Danni pesa per circa 5 miliardi (+3,6%), mentre il settore Vita si attesta su circa 4,1 miliardi (+4,4%).

Particolarmente positivo il comparto Non-auto, con un combined ratio del 88,3% che migliora di tre punti percentuali, e il settore salute, con un combined ratio di 86,6%. Il ramo Danni chiude il semestre con un risultato ante imposte di 885 milioni, contro i 520 milioni dello stesso periodo 2025; il segmento Vita cresce da 180 a 238 milioni.

Indicatori di solidità in miglioramento: il solvency ratio del gruppo sale dal 230% al 259%, mentre quello del solo gruppo assicurativo passa dal 279% al 290%, valori che consolidano la posizione patrimoniale dell’azienda.

L’intesa con Intesa-Mps-Bper e le prospettive di conglomerato

Un’altra partita chiave riguarda l’operazione che vede coinvolte Intesa, Mps e Bper. Se Intesa dovesse completare l’acquisizione di Montepaschi, Unipol riceverebbe da Intesa un ramo d’azienda composto da 635 filiali Mps, che sarebbero gestite attraverso Bper e sulle quali il gruppo bolognese avrebbe il controllo di fatto.

Al momento Unipol detiene circa il 20% di Bper, oltre a un 10% tramite derivati. L’accordo prevede un tetto massimo di 3,5 miliardi di euro per il carve-out. Laterza ha spiegato che gli impatti dell’offerta sono già stati considerati nei conti e che ogni decisione seguirà quanto previsto dall’intesa: la banca “pagherà metà del multiplo”, nel rispetto del limite stabilito.

Secondo l’ad, il nuovo conglomerato potrebbe generare una redditività complessiva intorno a 2 miliardi di euro. Questo avrà conseguenze sulla politica dei dividendi: la distribuzione partirà con un piano che prevede almeno un floor di 930 milioni di euro.

Piano strategico e futuri obiettivi

Laterza definisce l’obiettivo di Unipol la creazione di «un grande conglomerato finanziario» con parti assicurative e bancarie che contribuiscano in modo equilibrato alla redditività. Il gruppo mira a detenere oltre il 30% nella nuova entità e desidera aumentare la quota nel tempo, se le disponibilità di capitale lo consentiranno. Al momento altre fusioni sono escluse.

Contributi da altre attività

Le cosiddette Altre Attività, che comprendono il gruppo alberghiero UNA, Santagostino e SiSalute, registrano un apporto solido. In particolare, UNA mostra una crescita del 70,1% a 12 milioni, risultati parzialmente influenzati dall’effetto delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Complessivamente il segmento chiude il semestre con un utile ante imposte salito da 47 a 51 milioni.

Nel complesso, i dati semestrali dipingono un gruppo con bilancio rafforzato e più flessibile nel valutare disinvestimenti finanziari non strategici, mentre prosegue la sua focalizzazione sul rafforzamento del business assicurativo e sulle opportunità legate all’aggregazione bancaria.

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