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Vertice europeo, Draghi: “Investire nelle case farmaceutiche affidabili”

by Redazione

Dopo il vertice di ieri in videoconferenza, conclusosi in serata, si è parlato di diversi punti. Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, ha presieduto il summit in collegamento da Bruxelles terminato ieri.

I leader europei si sono incontrati per discutere dei problemi legati alla pandemia di Covid-19, la vaccinazione, il green e il digital. I leader europei hanno siglato un documento comune; in questo documento hanno confermato che “la chiave della ripartizione delle dosi è in base alla popolazione”.

Il presidente della Commissione europea, Charles Michel, al termine della videoconferenza dei leader Ue dice: “Con la Commissione europea siamo mobilitati ad aumentare sostanzialmente la produzione e la distribuzione dei vaccini anti-Covid nelle prossime settimane. E’ stato un Consiglio eccezionale – aggiunge Michel – con la partecipazione del presidente americano, Joe Biden. L’ultima volta fu undici anni fa con Barack Obama. Abbiamo avuto l’occasione di sentire la visione del presidente sulla futura collaborazione tra Ue e Usa. E’ stata l’occasione per noi per esprimere il nostro impegno per l’Alleanza atlantica. Abbiamo identificato i temi su cui ci impegniamo insieme in particolare sulla necessità di garantire accesso ai vaccini e alle catene di approvvigionamento. Il commissario europeo Thierry Breton e la sua task force sono in contatto con l’amministrazione statunitense per garantire gli approvvigionamenti necessari per produrre più dosi”, conclude Michel.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, parlando nella conferenza stampa dopo Michel, dice che “la situazione resta preoccupante. Per questo serve una vaccinazione rapida ed efficace. Con il presidente Biden c’è stato un ottimo scambio di vedute. Ue e Stati Uniti sono entrambi produttori di vaccini, è nell’interesse comune collaborare per garantire il funzionamento delle catene di approvvigionamento”, ha dichiarato la presidente von der Leyen.

“Gli Usa sono un partner importante, di valore per noi, dobbiamo creare una nuova agenda Ue-Usa per cogliere nuove opportunità. Vogliamo essere certi di avere la parte di vaccini che ci compete, perché dobbiamo poter spiegare ai cittadini che se le società esportano i vaccini al resto del mondo è perché stanno rispettando integralmente gli impegni presi e non c’è rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti in Ue” ha chiarito von der Leyen.

“L’Ue è orgogliosa di essere la casa di aziende che esportano in tutto il mondo e sarà sempre una fervente sostenitrice della cooperazione globale. Invitiamo gli altri a corrispondere alla nostra apertura. Le società farmaceutiche devono onorare i loro contratti con l’Unione europea prima di poter esportare i loro vaccini anti-Covid in altre regioni del mondo, e questo è naturalmente il caso di AstraZeneca” ha affermato Ursula von der Leyen.

“Penso che sia chiaro per la società che innanzitutto deve recuperare il ritardo” nelle consegne, “e onorare i contratti con gli stati membri dell’Ue, prima di poter riprendere a esportare i suoi vaccini”, ha avvertito la presidente della Commissione. Rispondendo poi a una domanda sullo stock di dosi di vaccini AstraZeneca trovato dalle ispezioni delle autorità italiane “nascosto” nello stabilimento di Anagni, von der Leyen ha precisato: “La società ha chiarito che di questi 29 milioni di dosi, 13 milioni sono destinate al progetto Covax e 16 milioni sono per gli Stati membri dell’Ue. In effetti per noi è importante che i vaccini siano consegnati al Covax”, che “è lo strumento più importante per assicurare che i paesi a reddito medio basso abbiano accesso ai vaccini”.

Poi, conclude la presidente della Commissione, “le sostanze farmaceutiche che sono sono state usate per il ‘fill & finish’ nel sito di produzione italiano venivano dalla Corea del Sud e dalla Cina, e questo è la via usuale per la produzione dei vaccini destinati al Covax. Abbiamo un forte interesse ad espandere la produzione di vaccini nell’Unione europea per essere preparati per il prossimo anno e per il momento in cui dovremo rilanciare l’immunità contro il Covid o le sue varianti”.

“E’ nostro interesse intensificare la cooperazione” e “investire nelle case farmaceutiche affidabili, che hanno dimostrato di poter aumentare la produzione e onorare il loro contratto, perché in tempi di pandemia è la strada giusta da percorrere”, ha aggiunto.

Lo ha detto il premier Mario Draghi, secondo quanto viene riferito da alcune fonti a Bruxelles, alla videoconferenza dei leader, dove ha anche ripercorso la vicenda delle 29 milioni di dosi ritrovate nello stabilimento di Anagni. Inoltre, il premier ha pienamente condiviso la proposta della Commissione Ue di introdurre un certificato verde digitale, invitando anche ad approfondire alcuni possibili ostacoli all’esecuzione del progetto. Secondo le fonti, il premier Draghi ha detto che gli Stati avranno bisogno di tutto l’aiuto che la Commissione può dare, perché avere piattaforme nazionali e renderle interoperabili non è un risultato banale.

Draghi ha anche invitato i leader a riflettere su come affrontare i possibili rischi di discriminazione tra persone causati dall’introduzione del certificato. Il premier ha dato il suo ”pieno sostegno” alla proposta di von der Leyen di rafforzare il meccanismo europeo sulle esportazioni di vaccini. Durante il summit europeo il premier ha detto: “Dobbiamo disegnare una cornice per la politica fiscale che sia in grado di portarci fuori dalla crisi”.

Il premier inoltre dice di prendere esempio dagli Stati Uniti per rafforzare il ruolo dell’euro. “Negli Usa hanno un’unione dei mercati dei capitali, un’unione bancaria completa, e un safe asset”.

Durante il suo intervento, il premier Draghi, ha poi ripercorso i punti salienti della vicenda dei vaccini AstraZeneca ritrovati nello stabilimento di Anagni e ha chiesto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, se ritiene giusto che le dosi localizzate in Belgio e in Olanda restino destinate all’Unione europea, in tutto o in parte.

“L’accelerazione della produzione, consegna e diffusione dei vaccini resta essenziale per superare la crisi. Gli sforzi a tal fine devono essere ulteriormente intensificati. Sottolineiamo l’importanza della trasparenza e dell’estensione del regime di autorizzazione all’esportazione. Riaffermiamo che le aziende devono garantire la prevedibilità della loro produzione di vaccini e rispettare le scadenze contrattuali di consegna”.

“La situazione epidemiologica del Covid resta grave, anche alla luce delle sfide poste dalle varianti. Le restrizioni, anche per quanto riguarda i viaggi non essenziali, devono quindi essere mantenute per il momento, mentre deve continuare a essere garantito il flusso senza ostacoli di merci e servizi all’interno del mercato unico, anche utilizzando i corridoi verdi”, si legge nella bozza.

“L’Unione europea – si legge ancora nella bozza – continuerà a rafforzare la sua risposta globale alla pandemia. Il lavoro sulla creazione di un meccanismo di condivisione dei vaccini deve essere portato avanti rapidamente in modo da integrare e supportare il ruolo guida di COVAX nel garantire l’accesso universale e la diffusione dei vaccini”.

Sassoli ai leader Ue: “Ci sono in Europa focolai con varianti molto pericolose. Dobbiamo potenziare la produzione dei vaccini e accelerarne la distribuzione e la somministrazione sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea. Non possiamo più essere ingenui. è il momento di applicare i principi di reciprocità e proporzionalità prima di dare il via libera europeo alle esportazioni”.

“I nostri cittadini – prosegue Sassoli – hanno fame di vaccini. Non una sola dose deve essere sprecata o spedita dove non c’è bisogno”, ha aggiunto Sassoli. Nei lucidi pubblicati in allegato si legge che nel secondo trimestre le case farmaceutiche che hanno vaccini approvati dall’Ema si sono “impegnate” a consegnare le quantità seguenti: Pfizer/BioNTech 200 mln di dosi, Moderna 35 mln, AstraZeneca 70 mln (rispetto ad un impegno da contratto più che doppio, 180 mln) e Johnson & Johnson 55 mln. La somma fa 360 mln, che è lo stesso numero anticipato ieri dal commissario all’Economia Paolo Gentiloni. Finora la Commissione si era mantenuta “conservativa”, limitandosi ad una previsione di 300 mln di dosi, in media 100 mln al mese.

 

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