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Un lettore di Parma ci racconta i suoi problemi con l’hashish

by Nicola Comparato

Un nostro lettore di Parma ci racconta come l’hashish ha rovinato o magari complicato in qualche modo la sua vita per diversi anni. Per ovvi motivi il nostro lettore ha deciso di restare anonimo. Una storia tragica, un ragazzo senza ambizioni che si è ritrovato a vivere un incubo per soddisfare la sua voglia di trasgredire, rovinando i suoi rapporti con la vita. Per questo spesso si pensa alla legalizzazione delle droghe leggere. Non solo per combattere la criminalità sulle strade, ma anche per venire incontro a chi ogni giorno è disposto a tutto pur di riuscire ad avere la dose, arrivando anche al punto di delinquere. In un posto sicuro dove rifornirsi non ci sarebbe questa situazione di disperazione, perché tanto drogati e spacciatori ci saranno sempre. E anche lo stato ne avrebbe un guadagno. Ma noi siamo sempre gli ultimi a fare le cose. Anzi, a capirle.

Il testo della lettera:

“Cari amici di Avanti Live, vivo a Parma da quando ero un bambino, ho ricevuto un’educazione rigida e per tutta la mia adolescenza non ho mai avuto contatti con le droghe, con il tabacco e con l’alcool. Sono sempre stato un ragazzo ingenuo, avevo successo con le ragazze ma il più delle volte non concludevo nulla con loro. Avevo solo amici pieni di vizi, sfaticati e senza soldi. Chi aveva soldi in tasca non li tirava mai fuori perché tanto sapeva che ce li avrei messi io per ogni cosa a costo di restare senza, pur di far vedere il mio altruismo. Sono cresciuto con le idee dei miei genitori, che a 15 anni mi hanno obbligato ad andare a lavorare. Il 70% del mio stipendio andava alla mia famiglia. Io disponevo solo di una paghetta che come già detto spendevo per gli altri. Ma tutto sommato ero felice. Non avevo prospettive per il futuro. I miei genitori mi avevano insegnato che fare figli e mettere su famiglia era una fregatura e che se lo avessi fatto loro mi avrebbero spaccato la testa. Forse per questo motivo molte volte rifiutavo i rapporti sessuali con le ragazze. Avevo il terrore di metterle incinta. Ma arriviamo a noi. Non avendo nessuna idea per il futuro ed essendo lo scemo del paese, ma appassionato di cinema e musica, mi rendevo conto che tutti i miei eroi avevano a che fare con la droga. Allora un giorno mi sono detto, perché non posso provare anche io? Avevo un amico, poi finito in galera per spaccio, che “si faceva le canne”, quindi mi recai da lui per fare la mia prima prova. L’effetto fu bellissimo. Relax totale. Un infinito viaggio mentale, specialmente con un sottofondo musicale. Da lì cominciai a scoprire che molti amici e amiche fumavano, ma me lo avevano sempre tenuto nascosto perché mi consideravano il fighetto del gruppo. Così si formò la nostra compagnia di “cannaioli”. All’ inizio era una cosa da fare solo nel Week-end ma col tempo divenne un vero e proprio vizio. Come già detto ero io che pagavo per i miei amici per ogni cosa, quindi anche la droga e infatti la situazione divenne insostenibile. Non sapevo come fare. Se non rimediavo il pezzo di fumo i miei amici mi davano del bastardo e mi accusavano di tenere tutto per me. Oltretutto io c’ero dentro fino al collo e avevo bisogno di fumare. Col tempo, mi sono trasferito e ho perso i contatti con loro. Alcuni di quei ragazzi sono finiti in prigione, altri in comunità, qualcuno è morto di overdose. Mi ero allontanato dal gruppo ma ero ancora vicino alla droga. E i miei soldi erano pochi. Ero arrivato al punto di vendere i miei vestiti, la mia bici e gli oggetti che avevo in casa agli spacciatori dei parchi della città per procurarmi la mia dose di hashish. Uscivo solo per lavorare e per andare al parco dal pusher. Le mie giornate si basavano solo sul consumo di hashish. Ogni giorno dovevo pensare a come rimediare i soldi per fumare. Volevo anche prostituirmi. Avevo un caro amico, l’unico vero amico della mia vita. Bravo ma tonto. Con vari stratagemmi sono riuscito per tantissimo tempo a farmi dare i soldi da lui con delle scuse assurde. Ma col passare degli anni lui si è allontanato da me. Ero diventato tutto quello che avevo sempre odiato. Poi la mia famiglia aveva capito tutto e invece di aiutarmi, mi offendeva, mi umiliava e mi faceva stare male. E io per affrontare tutto questo continuavo a fumare. Dal bravo ragazzo che ero un tempo, agli occhi di tutti ero solo un fallito e un delinquente. Ero sempre da solo. Nessuno mi rispettava. Anche al lavoro la voce si era sparsa e i rapporti con i colleghi erano pessimi. Avevo anche pensato di suicidarmi. Per 10 anni sono stato uno sbandato, uno che non valeva niente. Ero sempre in ansia. Andare dallo spacciatore, tornare, fumare, cercare di non essere visto…. Non mi interessava più niente. Ero diventato paranoico al massimo. Vedevo complotti contro di me ovunque. Non si contano le brutte figure che ho fatto in giro. Stavo per impazzire. In testa avevo in mente di andare al SERT per cercare di smettere, ma non trovavo mai il coraggio di andarci. Poi un giorno, stanco di tutto questo ho detto basta. Basta correre e stare sempre in ansia. Basta rischi. Basta paranoie. Basta insulti e offese. All’ inizio è stata dura, ma da tantissimo tempo sono pulito. In qualche modo ci sono riuscito. Fumo le sigarette per togliermi l’agitazione, lo so non va bene, ma almeno non è più la vita di prima. Forse un giorno fumerò ancora le canne. Forse…. Ma solo quando sarà tutto legale. Grazie dell’attenzione.”

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