Un cantautore, un “Maestro di vita”: Buon compleanno Fabrizio De André!

Sono passati 22 anni dalla scomparsa del grande Fabrizio De André, morto quell’11 gennaio del 1999. Oggi, il cantautore genovese, avrebbe compiuto 81 anni e la sua grande eredità non si è mai estinta; anzi, col tempo, non ha fatto altro che aumentare tra le generazioni.

Il “poeta” cantautore non era solo geniale nella natura dei suoi testi, ma, era proprio quella sua schiettezza, nel dire ciò che altri ritenevano poco opportuno, a dare lustro alla sua grande fama. Autentico e aulico allo stesso tempo, De André racchiudeva dentro di sé una poesia “maledetta” dall’anima pia che si scontrava sempre tra questo suo impulso progressista e la sua grande spiritualità. Non ha mai riconosciuto il Dio cristiano, anche se nei suoi testi veniva invocato molto spesso.

Molto probabilmente non ha mai rinnegato la cultura cristiana. Infatti, un anno prima di morire, per carcinoma polmonare, affidò alcune parole a Giampaolo Mattei, vaticanista e critico musicale, che riassumono la sua visione esistenziale: «Non ho il dono della fede ma nella mia vita non posso prescindere da Cristo».

Proprio oggi, in questa epoca così superficiale, fatta prevalentemente di musica frivola, ci manca ancor di più il suo grande talento musicale. La grande creatività di De André non conosceva confini e dal suo genio sono stati rielaborati testi e canzoni prendendo spunto dai materiali più svariati, talmente poco ricercati, dai quali solo il suo grande estro poteva attingere; tra questi ricordiamo: le canzoni di Brassens (“Il gorilla”), l’antologia di Spoon River, l’opera di Edgar Lee Master da cui ha tratto “Non al denaro non all’amore né al cielo”, un album del 1971 che ancora oggi rimane tra i capolavori assoluti della musica italiana, le intuizioni di chi gli lavorava vicino.

Proprio, oggi, viene da pensare al valore quasi evangelico dei testi di un autore non credente, ma che aveva rielaborato i vangeli apocrifi (“La buona novella”) e che per tutta la vita si è occupato di chi “viaggia in direzione ostinata e contraria”.

Non fu certo vicino ai cattolici, anzi. Sostenne la campagna sul divorzio ma fu spesso criticato dalla sinistra extraparlamentare. Eppure, riconobbe che il cristianesimo, ben prima del marxismo comunista, introdusse nel mondo quell’attenzione speciale per gli ultimi, per i poveri, per i perdenti: «Con il disco “La buona novella”», disse De André nel 1998, «scritto in pieno 1968, ho voluto dire ai miei coetanei: guardate che le nostre stesse lotte sono già state sostenute da un grande rivoluzionario, il più grande rivoluzionario della storia. Molti ritennero il mio disco anacronistico perché parlavo di Gesù Cristo nel pieno della rivolta studentesca. Ma tutti coloro che pretendono di fare rivoluzioni devono guardare all’insegnamento di Cristo, lui ha combattuto per una libertà integrale, piena di perdono».

Buon Compleanno Fabrizio De André… Ei fu: un grande cantautore, un grande artista, un poeta geniale, ma, soprattutto, un grande maestro di vita. Grazie per tutto quello che ci hai donato. 

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