Home Cronaca Tragedia della Marmolada: Quando l’uomo arrogante ignora l’urlo di Madre Natura

Tragedia della Marmolada: Quando l’uomo arrogante ignora l’urlo di Madre Natura

by Romano Franco

Un ghiacciaio di montagna sulle Alpi italiane è crollato domenica a causa delle temperature record uccidendo almeno sei persone e ferendone otto.

Il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ha detto che sono in corso le operazioni di soccorso dopo una grande “valanga di ghiaccio” che ha coinvolto escursionisti.

Non è passato molto tempo da quando si è denunciato l’atteggiamento superficiale dei nostri leader allo scorso G7. Pochi giorni dopo si è consumata la tragedia.

Infatti, proprio mentre il Schloss Elmau, il ghiacciaio più grande della Germania, si stava sciogliendo davanti ai loro occhi, ad una velocità inaudita, i grandi premier del G7 ridevano, scherzavano e si facevano foto tra un brindisi e un pranzo luculliano.

L’ambiente continua a ribellarsi contro l’essere umano e le priorità dei magnifici sette sono: la corsa agli armamenti e il ripristino di centrali a carbone; solo per fare l’ennesimo torto alla Russia. Come se l’Ambiente e il Clima non ci riguardasse.

E mentre i leader gozzovigliano nelle loro torri d’avorio grandi e piccole tragedie si consumano, come quella avvenuta ieri.

A niente servono le parole di Draghi quando “esprime il più profondo cordoglio per le vittime del terribile crollo sulla Marmolada. Il governo è vicino alle loro famiglie e a tutti i feriti”.

Ma le parole rimangono insufficienti per riuscire ad evitare il ripetersi di tragedie come questa, servono fatti.

L’aumento delle temperature medie ha causato il costante restringimento del ghiacciaio della Marmolada, come molti altri nel mondo, negli ultimi decenni.

Ma cosa si è fatto fino ad ora per evitare il disastro?

Quasi nulla. L’aumento delle temperature medie del mondo è diventato un pericolo e continua a stimolare disastri di questa portata. Oggi più di ieri urge fare qualcosa altrimenti la situazione non migliora di certo.

A poco serve il populismo e l’ipocrisia del presidente Draghi che si dice oggi vicino alle vittime. Se avesse voluto realmente scongiurare tragedie di questa portata, il presidente del Consiglio, avrebbe potuto perlomeno denunciare l’atteggiamento superficiale assunto su clima e ambiente allo scorso incontro dei sette. Invece nulla di tutto ciò è avvenuto e quindi come diceva Mina “parole, parole e soltanto parole” quelle del premier.

Tuttavia sarebbe stupido credere che Draghi sia l’unico “imputato” che sieda ai piani alti. Nessun governo passato è esente da critiche e probabilmente neanche quelli futuri.

Ma ciò che abbiamo imparato fino ad ora è che con la natura non si scherza e, nonostante la nostra arroganza in quanto umani, se non raggiungiamo un compromesso che ripristini un equilibrio quella contro il clima e l’ambiente di sicuro non sarà una guerra dal lieto fine.

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