Home In evidenza Super Green Pass: Misura preventiva o discriminatoria? Ma non è meglio l’obbligo vaccinale?!?

Super Green Pass: Misura preventiva o discriminatoria? Ma non è meglio l’obbligo vaccinale?!?

by Romano Franco

Oggi, come previsto, ci sarà la cabina di regia del Consiglio dei ministri sulle misure anti-Covid da mettere in campo per contrastare la quarta ondata.

L’esecutivo ha ipotizzato diverse opzioni come il “super green pass”, una specie di Upgrade superiore al vecchio Green Pass che ti consente di essere più immune al virus. Tutto pur di non mettere la vaccinazione obbligatoria.

La strategia è come sempre quella degli step: Più il contagio avanza e più si chiude; il tutto come sempre elaborato in funzione delle terapie intensive.

Sul provvedimento sono a lavoro i tecnici e i ministeri “diretti interessati”. Mentre le regioni, con Friuli e Liguria, in testa pensano che non sia giusto punire chi si è vaccinato, il governo è al lavoro per un piano che, a loro dire, pare più efficace di quello vecchio.

Per dare certezze alle categorie produttive e all’economia, andrebbe introdotto un doppio binario per il green pass: un certificato che consentirebbe a chi si è immunizzato di continuare a usufruire di ogni attività sociale e ricreativa e un altro per chi ha scelto di non vaccinarsi, che permetterebbe solo l’accesso ai luoghi di lavoro e ai servizi essenziali.

Ed ecco che l’opera di discriminazione è ultimata. In futuro ci saranno autobus, ristoranti, cinema, canali televisivi, banche e tanto altro per i no vax. Ma perché non trascinarli in qualche ghetto e farli vivere relegati lì mi domando?

Chiunque pensi che un deficit culturale non sia sinonimo di debolezza si sbaglia di grosso. Anche la gente che viene manipolata con microchip nei vaccini o altre stronzate varie ha comunque il diritto di vivere e di prosperare. Come può lo stato affidare al cittadino una scelta così sbagliata?

In Italia è impossibile vivere senza Green Pass, a meno che non si diventi anarchici. Ma nessuno Stato intelligente e che si rispetti può avere l’obiettivo di creare un gruppo di migliaia, se non milioni, di persone che vivono nell’anarchia.

Ecco perché si richiede in maniera incessante e a gran voce molta più informazione e trasparenza sui vaccini, inoltre, bisogna immediatamente eliminare i brevetti e si deve optare per l’obbligo vaccinale, non per misure discriminatorie.

La circolare che stabilisce l’anticipo è stata firmata oggi, martedì, dal direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza: “L’intervallo minimo previsto per la somministrazione della dose booster (di richiamo) con vaccino a m-rna alle categorie per cui è già raccomandata (inclusi tutti i soggetti vaccinati con unica dose di vaccino Janssen) e nei dosaggi autorizzati – si legge – è aggiornato a cinque mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato”.

Altra misura che non dovrebbe trovare ostacoli è l’obbligo della terza dose per i sanitari e il personale delle Rsa. Tra gli esperti si discute anche della possibilità che l’obbligo sia esteso ad altre categorie, in particolare quelle più esposte al contatto con il pubblico: forze di polizia, dipendenti della pubblica amministrazione, professori. Dibattito aperto anche sulla validità della durata dei tamponi. Tra la comunità scientifica c’è chi sostiene che debba essere ridotta poiché i risultati non garantiscono il 100% di attendibilità: da 48 a 24 ore per i test antigenici e da 72 a 48 ore per quelli molecolari.

Imporre restrizioni e discriminazioni nei confronti di alcuni nostri concittadini per privilegiarne altri è una decisione che ricorda “quasi” quel disastroso periodo fascista, dove, per uno straccio di lavoro, bisognava avere la tessera del partito.

Con questo, non si vuole in alcun modo comparare le due situazioni, assolutamente, in entrambi i casi si assisteva al modus operandi di un tiranno, solo che questa volta il nostro duce ha le caratteristiche di un virus purtroppo.

Sottovalutare l’emergenza o il virus è sicuramente stupido ed, anche per questo motivo, non si può permettere al cittadino di protendere verso una scelta nociva nei confronti della comunità.

Altri obblighi vaccinali erano già stati imposti in passato. Perché adesso sarebbe diverso? Inoltre, l’arma per contrastare il no vax è l’informazione e non la discriminazione.

Così facendo, il governo, senza garantire e certificare in alcun modo il vaccino, almeno in veste ufficiale, consiglia, anche agli italiani meno istruiti, di vaccinarsi e di assumersi la propria responsabilità di un prodotto che, nei casi più remoti, potrebbe avere effetti collaterali nel breve o nel lungo periodo e, per giunta, con la mancata presa di responsabilità da parte dello Stato, si sta chiedendo alla gente di affidarsi ad una casa farmaceutica che sta facendo fortuna sul sangue della povera gente.

L’ignoranza, come abbiamo già detto, si combatte con l’informazione! E quando non vi è tempo di informare e si è sicuri del risultato, non servono mezze misure come il Green Pass per incentivare ad una soluzione sicura, ci vuole un obbligo.

Se il governo è sicuro del risultato: prenda posizione e si assuma le proprie responsabilità! E così che dovrebbe funzionare.

L’esecutivo in questo caso si defila con codardia da ogni problematica e l’italiano, anche quello meno istruito, ha il pesante fardello di dover decidere a proprio piacere in merito ad una scelta scientifica così determinante, per la vita sua e di altri.

La politica degli ignavi lascia il tempo che trova e la libertà di scelta proiettata nei confronti del cittadino su una soluzione che influisce in maniera così drastica nella vita delle persone mette in evidenza a caratteri cubitali la parola “FALLIMENTO” della nostra classe dirigente.

La persecuzione e la discriminazione nei confronti del “no vax” sono nauseanti e stonano, non poco, quando si cercano di promulgare il rispetto dei diritti LGBTQ+, degli immigrati o dei profughi di guerra. Discriminare i nostri concittadini per una loro scelta non è nello spirito socialista. Mi spiace compagni!

Bisogna finirla con questa campagna d’odio nei confronti del “no vax” e di affidargli, in maniera grottesca, ogni responsabilità della recrudescenza del virus.

Non è colpa del “no vax” se hanno tagliato fondi all’istruzione e se gli fanno credere anche alle teorie più assurde; non è colpa del “no vax” se si è scelto di preservare la libertà dei vari Business al posto di risolvere subito il problema al prezzo giusto; e, soprattutto, non è colpa dei no vax se le informazioni date dai media, dalla politica e dagli stessi scienziati sono un groviglio di teorie assurde e di fake news.

Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Infine, si deve ricordare che: la persecuzione e la discriminazione delle minoranze, simpatiche o antipatiche che siano, è roba da fascisti o nazisti e non appartiene in alcun modo al socialismo liberale. AVANTI!

Potrebbe interessarti

Lascia un commento