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Sopravvissuti

by Bobo Craxi

Alive significa sopravvissuto e già si intende che si vuole testimoniare non già un passato lontano ma un presente inquietante sapendo di viverlo in forme incomode. D’altronde la Storia ci racconta di socialisti che hanno saputo prevedere e immaginare i pericoli incombenti ma non sono riusciti a sopravviverli. Fu così negli anni del fascismo quando Matteotti ne rivelò e seppe interpretarne la natura ma non riuscì a evitarne la ferocia. È stato così negli anni della cosiddetta “Rivoluzione italiana” niente altro che il laboratorio e l’incubatrice di sistemi sociali nei quali la democrazia formale, sorretta sulle fondamenta dei partiti espressione popolare, è stata sostituita dalla prevalenza assoluta del potere finanziario dilagante in tempi di globalizzazione, dal dominio delle reti sociali presto trasformatesi nello strumento più formidabile dell’espressione di passioni politiche moltitudinarie e incontrollate che hanno generato la “popolocrazia”, ovvero l’illusione di un popolo al comando sotto la regia di menti nascoste, irresponsabili, che organizzano illusioni e rivoluzioni permanenti. Èlite anti- sistema perfettamente integrate nel sistema. L’Italia ne è stata in qualche modo la cavia antesignana. Partiti liquidi, democrazia liquidata e in crisi esistenziale e istituzionale permanente, assalto frontale delle forze conservatrici, popolari, anti-europee e protezionistiche dietro la porta, controllo permanente del potere giudiziario che cresce e orienta in senso autoritario la legislazione mentre l’economia ristagna, arretra e la capacità proverbiale italiana del “saperci fare” mostra i limiti dinnanzi alla globalizzazione selvaggia e ai vincoli restrittivi dell’Unione che si sta facendo matrigna e ha smarrito lo smalto della sua originaria vocazione. Testimoniare, segnalare, proporre e cercare di aprire uno spazio di dibattito e di riflessione partendo da un punto di vista che è direttamente riconducibile a una tradizione che è lunga ma che ha avuto percorso diversi, anche tendenze assai diverse ma che pur rappresenta nel mondo l’idea di giustizia sociale, di eguaglianza fra gli uomini e di estensione e difesa dei diritti civili e sociali. Il socialismo non è un tabernacolo intoccabile ma non è neanche un’opzione politica e ideale da scartare a priori o da consegnare alla Storia perché calpestato e deriso. Alive si propone di descrivere le cose che accadono intorno offrendo un punto di vista. Non è una corrente di pensiero né una forma organizzata dell’azione politica, non è una fondazione con la sua miniera di ricordi da tutelare, anche se la Storia sarà compagna frequente del nostro lavoro, ma rappresenterà una spiaggia dove i sopravvissuti di una lunga storia si incontreranno e dalla quale potranno mandare i loro messaggi nella bottiglia. Siamo certi che verranno letti, raccolti e analizzati. Questo renderà il compito più facile, perché la nostra testimonianza riguarda il secolo e i giorni che abitiamo oggi e non quelli vissuti. Eppoi saremo liberi. Questo è quello che più conta. Liberi anche di sbagliare nella testimonianza, però è una libertà che ci siamo conquistati contro la tendenza all’oblio, al disprezzo altrui e alle pretese di rappresentare forme uniche di testimonianza socialista. Da ora in poi esiste anche “Alive”. Convinti come siamo che la nostra avventura avrà il futuro che merita.

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