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Silvio Berlusconi: “Il Martire” della Repubblica italiana

by Romano Franco

I talk show ne parlano e alcuni politici ci stanno addirittura pensando. Può l’85enne Silvio Berlusconi diventare il futuro Presidente della Repubblica?

“E’ il mio sogno”, dice Antonio Tajani nella sede del partito, sotto le immagini sorridenti di un Berlusconi più giovane accanto alle parole “onestà, esperienza e saggezza”.

“Berlusconi è un leader come imprenditore, un leader nel settore calcistico in quanto ex titolare del Milan, uno dei politici più importanti della storia del Paese, che ha lavorato molto a favore delle relazioni transatlantiche”, spiega.

I “successi” politici dell’ex primo ministro sono stati oscurati dalle sue innumerevoli accuse penali – anche se l’unica condanna rimasta in sospeso era per frode fiscale.

Ma come non dimenticare i suoi famigerati party sessuali, che chiamava “bunga bunga” e che spesso includevano alcune delle ragazze che col tempo hanno poi fatto carriera proprio nella sua televisione.

Notizia che col tempo è fruttata più ai giornaloni che ai magistrati, ma che di certo hanno aiutato a definire Berlusconi un presidente assai immorale.

La sua condanna per aver pagato per del sesso una marocchina minorenne, soprannominata “Ruby Rubacuori”, è stata ribaltata dai suoi avvocati; anche se deve ancora affrontare due accuse di tentata corruzione.

A fronte di ciò, si chiede all’onorevole Tajani, Il Cavaliere ha la fibra morale per assumere la più alta carica del Paese?

“C’è molto bla bla bla su questo”, risponde Berlusconi. “Questo è il quadro organizzato dai partiti di sinistra, dai giornali e dai giudici”.

Che Il Cavaliere sia il candidato della destra è in larga misura dovuto alla percezione tra gli italiani che la magistratura sia stata a lungo pesantemente politicizzata e, tra i suoi sostenitori, che esso ne sia stato una vittima.

“Sono l’uomo più perseguitato dai pubblici ministeri nella storia del mondo”, ha detto una volta. Castroneria che metterebbe Silvio, ipoteticamente, davanti a Mandela, Navalny e a quel santone di Gandhi.

Ma scherzi a parte! Al di là dei suoi infiniti guai legali e le sue “mille” gaffe, Berlusconi, non vuole cedere il passo e ha sempre furbescamente contribuito a creare, grazie ai suoi media e giornali, un senso di deplorevole inadeguatezza tra i suoi detrattori.

Il cavaliere di figure alla “Fede” né ha fatte a bizzeffe e anche con spirito da Talk Show, ma, ad oggi, quelle figure di melma rappresentano proprio i più grandi limiti della sua candidatura.

“Ho dovuto riesumare le mie doti di playboy e fare la corte alla presidente finlandese Tarija Halonen per portare da Helsinki a Parma l’agenzia alimentare europea”, raccontò di ritorno da un summit internazionale.

Nei confronti della cancelliera Angela Merkel coniò il famoso “culona inchiavabile”. Aggettivo che ci mise in imbarazzo, assolutamente, con i cugini tedeschi; ora amministrati dall’erede Scholz.

E, infine, il culmine della cafonaggine è stato raggiunto quando prese di mira una povera impiegata di un’azienda di Mirano che venne messa in imbarazzo, pubblicamente, quando le venne chiesto: «Lei viene? Ma quante volte viene? E a quale distanza temporale una volta dall’altra?». Poi la invitò a girarsi per guardarle il fondoschiena, tra gli sghignazzi dei dirigenti della società. Comportamenti propri di un bordello o di uno strip club, ahinoi.

Trattare la donna solo per il suo aspetto estetico o definirla “culona inchiavabile”, o addirittura “più bella che intelligente”, nel caso della Bindi; non rispecchia di certo la figura di una persona che si deve intestare battaglie per i diritti e la tutela delle donne; fondamentali in questo periodo storico.

Ma Silvio Berlusconi non sbaglia mai un colpo, quando definisce Barack Obama, ex capo di Biden, “giovane, bello e abbronzato” a quando proclama inopportunamente “è meglio amare le belle donne che essere gay”.

La sua retorica populista nel corso dei decenni ha divertito e inorridito in egual misura. Ma l’età e la longevità politica sono a malapena un impedimento in un paese in cui i leader della politica e degli affari raramente trasudano dinamismo giovanile.

Berlusconi a fine mandato, a 92 anni, diverrebbe il presidente più anziano del dopoguerra scavalcando di fatto Sandro Pertini; il vero patriota. E alla domanda rivolta a Tajani, dove si osserva che Silvio Berlusconi non è proprio un giovanotto, lui risponde: “Guarda la regina Elisabetta”.

“Il problema non è l’età, è la mente. Silvio Berlusconi non è solo il passato, è anche il presente. Dal 1994 ad oggi nel 2021 è ancora al centro del dibattito politico dopo tanti, tanti attentati. Quella è una vittoria per lui”, sottolinea Tajani.

“Berlusconi è stato una figura notevole, molto controversa ma importante e in cerca non proprio di vendetta ma di riabilitazione”, afferma il professor Giovanni Orsina della LUISS di Roma. “Vuole che il Paese accetti che era uno statista, non un detenuto”.

Ma la domanda che tutti si pongono, vista l’infinità di leggi “ad personam” e l’utilizzo a proprio piacimento del Parlamento, è: Berlusconi lo fa per il suo bene o per il bene dell’Italia?

Agli occhi del Cavaliere le due cose sono la stessa cosa, secondo il prof Orsina e secondo alcuni dei suoi più grandi sponsor, quali: Sansonetti, Libero e altri. Al “povero” Berlusconi, povero si fa per dire, il giusto risarcimento per l’accanimento giudiziario sarebbe ricevere la più alta e nobile carica dello Stato come rimborso spese.

Giusti o sbagliati, i processi a suo carico, premesso che non è né la sede né il luogo per deciderlo, non saranno di certo determinanti per decidere se Berlusconi sia adatto o meno a ricoprire la presidenza più alta.

I reati penali o le cacce alle streghe, non comprendono la computazione dei pro e contro atti a decidere chi debba ricoprire la più alta carica dello stato, questo rimane un compito che, nel bene o nel male, spetta ai tribunali. Ma la vera domanda che oggi si pone è: Berlusconi è davvero degno di questa grande onorificenza?

Vedendo l’Italia di una volta e vederla all’indomani del passaggio del percorso politico del Cavaliere, la risposta dovrebbe venir spontanea. Ma per tutti i lacchè e mitomani che oggi inneggiano a Berlusconi come futuro “Martire della Repubblica italiana”, datevi una calmata, si tratta di una “Lola” che non fa più il latte da tempo.

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