Home Attualità Sfiducia Lamorgese: Meloni “pugnala” Salvini e fa sul serio

Sfiducia Lamorgese: Meloni “pugnala” Salvini e fa sul serio

by Romano Franco

In una trincea senza fine, gli attacchi a Matteo Salvini non finiscono qui e quando arrivano da un fuoco che dovrebbe risultare amico sono ancora più dolorosi. Però, vista l’occasione più che ghiotta, per la leader di Fratelli d’Italia non poteva essere altrimenti.

Quindi, dopo aver preso “scoppole” da Draghi e dai suoi per l’introduzione del tanto discusso Green Pass, Matteo Salvini si ritrova alla ricerca di un altro tema caldo da toccare, per non rischiare di rimanere senza argomenti.

Infatti, sono giorni che gli attacchi senza orario alla ministra Luciana Lamorgese non cessano. E mentre Salvini si ferma al solito “Bla bla bla”, la sua alleata e compagnona dell’estrema destra, che all’opposizione ci sta per davvero, ha presentato una mozione di sfiducia individuale contro la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Questa mossa, che non potrà di certo essere supportata dalla Lega, mette in seria difficoltà Matteo Salvini, visto che il Carroccio non può votare la sfiducia a un ministro del governo che sostiene.

E di sicuro, gente della Lega che al governo ci sta realmente, tipo Giorgetti, non ci pensa nemmeno a fare un torto così grande a Mario Draghi che oggi, probabilmente, nella Lega pare abbia più potere di Salvini stesso.

Ma la Meloni calca la mano e, con un colpo lesto, cerca di “rubare” tutto l’elettorato di destra che ritiene l’immigrazione il problema principale dell’Italia. “Frontiere spalancate all’immigrazione clandestina, rave party illegale nel viterbese, hotspot stracolmi, agenti che operano in condizioni vergognose. Gli italiani non meritano un ministro così”, sono queste le parole dure che utilizza la Meloni per chiedere esplicitamente le dimissioni della Lamorgese.

Parole condivise anche da Matteo Salvini, con l’unica sostanziale differenza che da ieri è possibile sottoscrivere online all’indirizzo sfiduciamolamorgese.it la petizione lanciata da FdI per chiedere ai parlamentari di firmare la mozione di sfiducia nei confronti della titolare del Viminale.

La mossa vede Salvini con le mani legate attualmente poiché, se dovesse sostenere la petizione, il Carroccio sarebbe costretto ad uscire dal Governo, senza ‘se’ e senza ‘ma’.

Ma la Meloni non guarda in faccia a nessuno e quando si tratta di risultati elettorali, come uno squalo quando sente l’odore del sangue, non risparmia nessuno, neanche il suo miglior alleato.

La strategia della leader di Fratelli d’Italia ha tagliato le gambe al povero Capitano, ritrovatosi sempre più distante a quella politica che si è costruito per anni per attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sulla sicurezza e sull’immigrazione.

L’emorragia di voti e questo colpo infimo e subdolo ha trasformato Salvini da Capitano vincente a Baccalà boccheggiante. Ma, oggi come oggi, va tutta la solidarietà al leader della Lega, essere colpito alle spalle da un tuo alleato di “sangue” è un duro colpo che può avere il sapore di un fratricidio.

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