Sciolto e commissariato per mafia il Comune di Foggia

Per il Comune di Foggia vale il detto: “il pesce puzza dalla testa”, e così il Municipio, dopo l’arresto del sindaco Landella e gli scandali con le ipotesi di corruzione, è stato affidato a una commissione straordinaria in quanto sono state accertate infiltrazioni mafiose.

Ed è il secondo capoluogo di provincia, dopo Reggio Calabria, che subisce questo mortificante e grave provvedimento che è proposto per legge dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Tale decisione è stata assunta, quindi, dal Consiglio dei ministri e nasce da una circostanziata e puntuale relazione prodotta dalla commissione di accesso agli atti che lo scorso marzo si era insediata negli uffici comunali all’epoca guidati con torbida opacità e senza trasparenza, dal leghista Franco Landella, che è poi finito agli arresti domiciliari.

In questo momento Landella è interdetto dai pubblici uffici anche se è libero. L’inchiesta avrebbe svelato un vorticoso giro di tangenti al Comune di Foggia in cui è anche pienamente coinvolta la moglie, Daniela Di Donna, dipendente comunale, che, per tale motivo, è stata interdetta dai pubblici uffici per dieci mesi.

In seguito alle dimissioni del Sindaco, il Comune di Foggia era già stato commissariato per le dimissioni di Landella che poi è stato colpito dalla misura cautelare e in seguito il Consiglio comunale è stato sciolto.

L’approfondimento dei commissari è proseguito con l’accertamento di personaggi legati ai clan malavitosi denominati “Società foggiana” che nel recente passato erano riusciti a condizionare le scelte e il lavoro dell’amministrazione comunale.

Il 29 luglio la commissione ha consegnato una durissima e pesantissima relazione al prefetto di Foggia, Carmine Esposito, e, di conseguenza, lo stesso Esposito ha inviato senza esitazione al ministero dell’Interno il rapporto portando alla decisione di sciogliere immediatamente il Comune.

In questa relazione di sei pagine si evidenziano che a partire dal 2014 sono avvenuti alcuni atti intimidatori nei confronti di alcuni consiglieri comunali e, nello stesso tempo, si registrava una preoccupante e pervasiva pressione criminale sul Comune.

Poi dal febbraio 2021 le inchieste giudiziarie che sono scaturite hanno individuato ipotesi di corruzione con il coinvolgimento di amministratori pubblici, tra i quali l’ex sindaco Landella e l’ex presidente del consiglio comunale Leonardo Iaccarino.

“Dalle indagini conseguenti ai fatti corruttivi – si spiega nella relazione – traspare un quadro inquietante della realtà amministrativa dell’Ente, che attesta uno sviamento del munus pubblico in favore degli interessi della criminalità organizzata”.

Ci sono anche episodi in cui si contestano frequentazioni, parentele e legami affettivi di alcuni consiglieri comunali con pericolosi esponenti locali della criminalità organizzata.

Sarebbero state effettuate pressioni e sarebbero state accertate infiltrazioni mafiose anche in appalti legati al sistema di videosorveglianza, l’assegnazione di case popolari ad affiliati ai clan e persino l’assenza di certificati antimafia per alcune imprese che hanno gestito servizi pubblici.

I cittadini foggiani dovevano presentarsi alle urne per rinnovare gli organi consigliari ed eleggere il Sindaco e il Consiglio Comunale nella tornata del 3-4 ottobre, mentre, adesso, con il provvedimento assunto oggi dal Consiglio dei ministri dovranno attendere quasi altri due anni poiché tale commissariamento sarà molto più lungo, almeno 18 mesi.

La decisione ratificata dal governo e richiesta da più parti mette un punto fermo rafforzando le inchieste in corso sulla mafia locale e sui sistemi di corruzione che la Dda di Bari e la procura di Foggia hanno disvelato.

Tali indagini hanno gettato una luce sinistra sulla realtà politica e affaristica locale ricostruendo un quadro di commistione tra ambienti di governo della città e personaggi legati alla “Società Foggiana”, organizzazione di mafia tra le più spietate in questo momento storico, che ha penetrato il “ventre molle” di una realtà sociale invadendo il tessuto economico della città tra estorsioni e tentativi di infiltrarsi negli appalti pubblici.

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