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Salvini sbugiardato dagli svizzeri

by Rosario Sorace

L’altra sera, punto nell’orgoglio dalle accuse di Conte, Matteo Salvini, al tg1, ha continuato ad affermare un fatto che la TV svizzera italiana ha sentito il bisogno di puntualizzare, con un articolo on line, per spiegare come stanno davvero le cose.

Qualche giorno fa il leader della Lega aveva rilasciato un’intervista che era comparsa sul Corriere della Sera in data 30 marzo, sul tema dei provvedimenti governativi in favore delle imprese. Salvini è duro e critico verso i provvedimenti adottati dal governo guidato da Giuseppe Conte. Allora il cronista chiede: “Cosa si aspetterebbe ora?”. Il capitano risponde in modo determinato . “Che si stampasse moneta”, dichiara con sicurezza ed è quello che ha riaffermato anche qualche sera fa al telegiornale: “La Svizzera- afferma Salvini-compilando un foglio, ti mette a disposizione fino a 500’000 euro, la Gran Bretagna ti garantisce fino all’80% dello stipendio, gli Usa destinano fino a 2’000 euro a famiglia. Loro possono farlo. Noi no, perché abbiamo l’euro. E, mi faccia dire, anche questa Europa”.

Ma la tv pubblica del Canton Ticino confuta questa sua presa di posizione con un un articolo intitolato in modo esplicito: “No, in Svizzera i soldi non piovono dal cielo”, in cui si dice che la Confederazione, che come tutti sanno, non fa parte dell’Unione europea e dell’eurozona, per aiutare le imprese non stampa neppure mezza banconota: “L’entità delle fideiussioni garantite dalla Confederazione è stimata in 20 miliardi di franchi”, si spiega nell’articolo . “Il programma non viene però finanziato stampando moneta e la sovranità monetaria della Svizzera non ha nulla a che vedere con il piano varato dal Governo”.

Se non fosse sufficientemente chiaro, si sottolinea come l’anno scorso il bilancio della Confederazione abbia “registrato un’eccedenza di 3,1 miliardi di franchi e negli ultimi dieci anni solo una volta le cifre sono state in rosso”. Quindi è abbastanza chiaro che i soldi non piovono dal cielo e neanche dalle rotative della Banca centrale.

Naturalmente c’è la possibilità di avere “fino a 500mila euro” (in realtà fino a 500mila franchi, circa 470mila euro) ed è disposto ad interventi in casi di emergenza e, su questo punto, la tv Svizzera precisa in modo puntuale ed esaustivo. Si chiarisce che il finanziamento massimo è pari al 10% del fatturato del 2019, quindi, per ricevere la cifra di 500 mila franchi devi avere un giro d’affari da più di cinque milioni, e non c’è foglio da firmare che tenga.

Soprattutto non si tratta di un finanziamento a fondo perduto, ma di un prestito che va restituito in massimo cinque anni a tasso zero. La richiesta va corredata da un’autodichiarazione sul fatto che il coronavirus stia provocando “serie perdite di fatturato”, e se così non fosse, si rischiano multe fino a 100mila franchi. Quindi l’euro e l’Europa, insomma, non c’entrano assolutamente nulla.

La Svizzera non è, quindi, il Paese di Bengodi ed ha anch’essa regole rigide da rispettare ma, soprattutto, non tollera che le notizie vengano manipolate e mistificate per pura propaganda politica o per gettare fumo negli occhi.

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