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Roberto Gualtieri e Andrea Abodi in corsa per il Campidoglio

by Rosario Sorace

Entra nel vivo la corsa alle candidature per il Campidoglio con il Pd che comincia a pensare all’ipotesi di Roberto Gualtieri che è stato escluso dal governo Draghi e, quindi, potrebbe essere interessato a scendere in campo per la carica di Sindaco a Roma.

In questi giorni, all’interno del Partito Democratico, monta la polemica per l’assenza di donne nella delegazione al governo e c’è anche chi pensa alla possibilità di giocare nella rinnovata alleanza tra pentastellati e democratici all’opzione di Marianna Madia in un ticket tutto al femminile con la sindaca Raggi.

Mentre nel centro destra sembra sfumata la candidatura di Bertolaso, mentre c’è la disponibilità dello storico dirigente Federcalcio Andrea Abodi e si fa il nome anche del presidente della Croce rossa Francesco Rocca. Adesso bisognerà capire le intenzioni di Virginia Raggi e appunto si tratta di chiarire se insisterà sulla ricandidatura solitaria in quota M5s oppure darà corso ad ipotesi di alleanze giallorosse tutte da costruire.

Ormai le elezioni amministrative del 2021 incombono e dopo la chiusura del governo Draghi sicuramente potrebbero uscire le candidature di centrosinistra e centrodestra. L’ex ministro Roberto Gualtieri è il nome della sinistra che si fa con maggiore insistenza e sembra che sotto traccia si sta lavorando da tempo per renderla fattibile con la scontata elezione a parlamentare delle suppletive di Roma Centro che si sono rese necessarie necessarie dopo il trasloco di Paolo Gentiloni a Bruxelles.

Il Pd romano spinge con forza per questa scelta per il coinvolgimento nella partita sui fondi per Roma Capitale e anche per il sostegno convinto di Nicola Zingaretti. Tuttavia l’appoggio più importante potrebbe essere quello di Giuseppe Conte, con cui a Palazzo Chigi ha lavorato in piena sintonia.

Le capacità di mediazione dell’ex presidente del Consiglio potrebbero essere utilizzate per convincere Virginia Raggi a farsi da parte. La sindaca sembrerebbe più ammorbidita in questa fase e diviene disponibile al dialogo per costruire una coalizione ampia.

Non è passata inosservata la sua azione di sostegno all’operazione dei “costruttori” invocati da Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno e, poi, persino il suo endorsement a Mario Draghi. Anche se all’interno del M5s in questo momento c’è uno scontro e la senatrice Barbara Lezzi che è la principale esponente del fronte del No al governo Draghi ha dato un sostegno alla Sindaca Raggi affermando che “inizierebbe molto male questo confluire del M5s nel Pd” se vi fosse un piano “per farla passare come una fallita” e “oscurare tutto il lavoro che ha fatto”.

Qualcuno nel M5s romano dall’all’altro canto spera di rafforzare la coalizione giallorossa invocando una candidatura proprio di Conte, e si dice che questo nome è “l’unico di fronte al quale Virginia non poteva non farsi da parte, magari mettendosi a disposizione come vicesindaco”.

Tuttavia è stato lo stesso premier uscente che ha smentito categoricamente di voler correre per il Campidoglio.
Nel Pd monta la “questione femminile” con l’ipotesi di Marianna Madia che è stata anch’essa ex ministra dei governi Renzi e Gentiloni e che da tempo fa parte di un nome molto gradito dalle parti del Nazareno anche se non sostenuta ufficialmente.

Tuttavia quest’ultima ipotesi si rafforza a seguito della protesta vibrante delle donne Dem quando si è verificata l’assenza del gentil sesso nel governo Draghi e che le poltrone del centrosinistra sono occupate tutte da uomini. Allora lo stesso Nicola Zingaretti potrebbe proporre ai dem romani Marianna Madia a sindaco di Roma, magari ipotizzando un ticket tutto al femminile proprio con Raggi.

A questo punto la situazione potrebbe essere decisa secondo lo statuto del Pd con lo svolgimento di primarie . Queste consultazioni dovrebbero comunque essere tenuta non tramite i tradizionali gazebo, bensì “via web” proprio per evitare assembramenti.

Queste procedure dovrebbe essere decise tra non molto e resta sempre in campo Carlo Calenda, il quale ha manifestato la propria stima per Roberto Gualtieri. Mentre il centro destra sembra cambiare linea con Bertolaso ormai quasi fuori dalla corsa. Mentre prende quota Andrea Abodi, storico dirigente della Federcalcio, che ha avuto un imprimatur da Giancarlo Giorgetti e gode della stima ricambiata con Giorgia Meloni.

Queste circostanze dovrebbero consentirgli una candidatura per il Campidoglio. C’è anche la sua disponibilità non avendo difficoltà a rinunciare nel caso della sua elezione al suo ruolo di presidente del Credito Sportivo. L’istituto di credito ha in capo una parte del mezzo miliardo di debiti di Roma Capitale sulla vicenda risalente agli anni 2000 dei Punti Verde Qualità, i mutui contratti da numerose associazioni sportive cittadine con la garanzia al 95% del Campidoglio.

C’è in lizza per il centro destra anche il presidente della Croce Rossa Francesco Rocca, che ha chiesto rassicurazioni sull’unanimità del sostegno di tutta la coalizione sul suo nome poiché non intende lasciare senza garanzie la Cri. Ormai tramontata, invece, la candidatura di Guido Bertolaso, la cui candidatura non è apprezzata da Fratelli d’Italia. Sulla questione sindaco di Roma ci sarà un prossimo incontro al vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

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