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Riforme, arriva in Aula il voto dei 18enni al Senato

by Romano Franco

Una riforma storica sta avanzando e da anni ne dibattono anche i costituzionalisti: i diciottenni potranno esprimere la loro preferenza anche per il Senato. Da mesi la riforma costituzionale si evolve, le forze politiche hanno fatto progressi con l’approvazione, da parte della Commissione Affari costituzionali del Senato, di una norma che ora passerà all’esame dell’Aula.

Un’approvazione che ha visto l’astensione solo di Forza Italia. La riforma darebbe la possibilità ai 18enni di esprimersi anche per il Senato alle elezioni politiche. Ma non solo. Il Parlamento discuterà sia sull’elettorato attivo che passivo e si vuole abbassare anche l’età minima per essere eletti senatori anche a 25 anni e non più a 40. Coinvolgendo maggiormente le fasce più giovani della popolazione, è prevedibile immaginare quanto sia rivoluzionario un disegno di legge del genere dal punto di vista culturale, oltre che ringiovanire il senato. I sondaggisti sottolineano un dato: da anni l’elettorato italiano è tra i più volubili in Europa e l’ingresso alle urne di un elettorato giovane che deve ancora formarsi potrebbe aumentare il tasso di volatilità.

Si tratta di una riforma epocale per superare la paradossale e ormai anacronistica esistenza di un ramo del Parlamento dotato degli stessi poteri dell’altro ma non eletto a suffragio universale. Prestò, quindi, ci sarà il verdetto.

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