Home In evidenza REPRESSIONE VIOLENTA CONTRO LE PROTESTE ALL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA

REPRESSIONE VIOLENTA CONTRO LE PROTESTE ALL’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA

by Romano Franco

La vicenda di Lorenzo Parelli, il ragazzo 18enne morto in una fabbrica in provincia di Udine, nell’ultimo giorno del progetto alternanza scuola-lavoro, ha sconvolto l’Italia intera.

I poveri studenti mandati al macello come carne da cannone in aziende poco sicure e senza retribuzione non hanno ragione d’esistere in un Paese civilizzato. Ma non è il caso dell’Italia, purtroppo.

L’indignazione, le condanne e le lacrime da coccodrillo, come avviene in questi casi, arrivano sempre con forte ritardo dalla politica e dai sindacati e, il più delle volte, servono solo a sminuire il problema; dato che le responsabilità di quanto avvenuto sono da imputare a chi dovrebbe aver a cuore, ancor prima delle tragedie, gli interessi dei giovani lavoratori e dei giovani studenti che vengono introdotti nel mercato del lavoro in un Paese dalla mentalità schiavista.

Ma oltre al danno si aggiunge la beffa quando alcuni giovani studenti sono scesi in piazza durante i fine settimana e sono stati fortemente picchiati per aver fatto sentire la propria voce e per aver condannato ancora una volta il servilismo della politica che, grazie a diritti lavorativi poco tutelati, favoriscono aziende con la mentalità tirannica da prenditori che se ne fregano di salute e benessere dei loro dipendenti.

La maniera con cui queste condanne forti vengono represse non sono sicuramente degne di uno Stato democratico.

Infatti, la dittatura dei prenditori viene messa in atto quando i ragazzi come Lorenzo, scesi in piazza per far sentire la loro voce per chiedere l’abolizione di un percorso che si è rivelato distruttivo o addirittura fatale, si sono ritrovati a prendere manganellate dalla Polizia. A Torino come in altre città.

L’episodio vergognoso ha suscitato diverse polemiche sui social: una scena che la politica ignorante non ha potuto trascurare.

Nel capoluogo piemontese si sono riuniti oltre duecento ragazzi la mattina del 28 gennaio per protestare in maniera pacifica e per commemorare la morte del loro coetaneo, quando, una risposta brutale delle forze dell’ordine ha caricato contro il corteo e ha represso la protesta dei manifestanti.

Una scena semplicemente abominevole, se si considera il contesto di Stato liberale e il fatto che la protesta sia mossa da giovani studenti.

Sono tanti i ragazzi rimasti feriti dalla violenza insensata innescata per reprimere un sacrosanto diritto. Per alcuni di loro è stato necessario l’intervento del 118 che li ha trasportati in ospedale.

Una politica miope

E’ evidente che bisogna cambiare drasticamente la mentalità prevaricatrice e opportunistica delle aziende italiane. Come?? Con la politica, ovvio!

In Italia, il datore di lavoro ha la possibilità di comportarsi da despota e di imporre le proprie volontà all’impiegato.

E’ questa la verità! Il capo, nel Bel Paese, può assumere tramite contratti disumani, pagare una miseria e ha la possibilità di maltrattare e vessare i propri dipendenti.

Il lavoratore, dal canto suo, si deve stare zitto, deve ingoiare le vessazioni e le angherie del datore e deve stare attento a fare più degli altri; altrimenti essere licenziato per giusta causa non diventa un problema.

Come il super manager IA che hanno già sviluppato alcune aziende che licenzia i lavoratori meno produttivi mettendo in moto un sistema al massacro che spreme gli impiegati al massimo e che li espone alla costante minaccia di venir licenziati se non si dà tutta la forza lavoro richiesta o in alcuni casi anche la vita per l’azienda.

La disoccupazione ai massimi storici e l’emergenza di far fronte a determinate esigenze, in alcuni casi, spingono a fare scelte estreme.

Fortunatamente, però, i datori di lavoro non sono tutti così e vi è il massimo rispetto per chi non sfrutta in un ambiente predisposto allo schiavismo e al maltrattamento.

Ma è qui che dovrebbe intervenire la Politica e introdurre diversi anticorpi, quali: salario minimo, contratti di lavoro dignitosi e leggi che stimolino il rispetto e la cooperazione tra gli italiani, “padrone e sotto” che sia. Si aspettano risposte e dimissioni immediate. Il fallimento, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Avanti! Ma non così!

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