Home Attualità Renzi sfodera il vittimismo e il presidenzialismo per raccattare voti

Renzi sfodera il vittimismo e il presidenzialismo per raccattare voti

by Romano Franco

Dopo aver passato gran parte della sua carriera a far credere di essere il capro espiatorio della magistratura, Matteo Renzi, ora ha un altro “boia” a suo dire: il popolo italiano.

E’ proprio quest’ultimo a fare del leader di Italia Viva la nuova vittima sacrificale. Dallo scontro con Conte, Renzi dice che la “gente mi augura la morte, a me e alla mia famiglia”.

Tutto è cominciato dal bisticcio mediatico avvenuto con il leader cinquestelle, Giuseppe Conte, dove i due hanno iniziato a “spocchiettare” per misurare chi dei due avesse il membro più grosso.

“Non può un ex presidente del Consiglio minacciare un altro ex presidente del Consiglio – dice Renzi – non si fa. Dire come ha fatto Conte a me ‘Vieni in piazza senza scorta’ che vuol dire? Che mi vuol picchiare?”.

“Il mio canale social è pieno di messaggi diretti di gente che mi augura la morte, a me e alla mia famiglia, dopo che Conte ha detto quello che ha detto – ha continuato il leader di Italia Viva – Vi sembra normale istigare alla violenza? Poi è evidente che io ho reagito a una pessima uscita di Conte. Se poi domani mattina un pazzo prende e fa un gesto irresponsabile, chi è il colpevole? Chi è il mandante morale di una roba del genere?”.

La violenza non è tollerabile, sia chiaro, ma non è la prima volta che Renzi si improvvisa vittima per non finire sotto processo mediatico.

Era successo durante il polverone proveniente dall’Arabia Saudita, quando Renzi veniva accusato di avere un conflitto d’interessi durante il suo mandato al Senato.

A quel tempo il senatore di Rignano rivelò a tutti i giornali di aver ricevuto delle pallottole in una busta diretta alla propria abitazione e quella rivelazione, fortuita o orchestrata, ha messo a tacere gran parte delle domande che venivano rivolte in quei giorni.

Per quanto possa essere stato dura l’accusa di Conte era più che evidente che l’intenzione dell’ex premier grillino fosse quella di invitare il senatore Renzi ad esporre le sue idee in mezzo al pubblico, senza scorta.

Ma girare la frittata è ciò che a Renzi riesce meglio e rendere una bugia in verità è la sua miglior virtù. Infatti, alla domanda se fosse disposto a un tavolo con il centrodestra per le riforme istituzionali? Il senatore risponde: “Domani mattina. Con il centrodestra, con il centrosinistra e perfino con quel discutibile personaggio di Conte. Non farò l’errore che hanno fatto con me quando ero al governo e hanno utilizzato le riforme per mandarmi a casa. Governo Meloni domani mattina? Noi stiamo all’opposizione. Governo Letta non ci crede nessuno, quindi lasciamo stare… ma qualsiasi governo delle altre forze politiche, noi staremo all’opposizione ma se il presidente del Consiglio ci chiama a un tavolo per fare le riforme io ci sto”, dice Renzi.

Insomma, non importa di quali riforme si tratti, l’importante è essere al tavolo che conta, a detta di Renzi e, da vero attentatore della Costituzione, cambia casacca anche sul presidenzialismo.

“A me piacerebbe un sistema in cui i governi non si fanno e disfano in Parlamento, il mio obiettivo è arrivare a un sistema in cui i cittadini eleggono il premier come eleggono il sindaco, ma finché il sistema è così chi sta in parlamento crea e butta giù i governi” e “se noi andiamo in Parlamento, se e quando dovesse succedere qualche problema al governo eventuale di destra faremo quello che abbiamo già fatto con Draghi, dopo di che c’è la speranza che questa cosa non si renda necessaria perché già alle elezioni possiamo fare più del 10% e in quel caso le carte le diamo fin dall’inizio”, dice ancora l’ex premier.

Ma occhio Renzi, stai attento, poiché l’orgoglio precede sempre la caduta.

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