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Regione Sardegna, Cemento e Sanità Spa

by Maurizio Ciotola

Costruire un rigassificatore in un area costiera a due passi dalla città di Cagliari, limitrofo al Villaggio dei pescatori, sul piano ambientale non presenta un impatto minore rispetto allo sfregio autorizzato dalla Regione, per gli hotel di Piscinas e Castiadas.

Trovare olio combustibile vagante sull’acqua del golfo di Cagliari, dopo ogni pioggia intensa, non è meno impattante dei metri cubi di cemento che ogni Giunta Regionale concede durante il suo esercizio, in ottemperanza a uno scambio clientelare.

E altresì, non costituiscono un danno ambientale di minor rilievo, le migliaia di metri quadrati non più agibili della nostra costa, in mano alle forze militari, su cui le stesse agiscono con “giochi” di guerra simulata.

Tutti questi fatti sono accomunati da un minimo comune denominatore: il lavoro. Il lavoro purché sia.

Per il lavoro, in quest’Isola non più che altrove, abbiamo reso porzioni del territorio impraticabili e soprattutto abbiamo permesso il loro avvelenamento, forse in modo irreversibile, con un forte impatto sul vivere di chi, con quel lavoro non ha nulla a che fare e che, vieppiù, in molti casi ha solo da perdere.

Abbiamo un’incidenza tumorale da primato, con l’evidente rilievo nelle zone abitate e limitrofe alle strutture citate, siano esse raffinerie, impianti chimici e industriali di ogni genere, quanto aree militari disponibili per le esercitazioni, di cui poche voci a dire il vero,  richiedono giustizia.

Una giustizia che non arriva mai, come non è arrivata a Taranto dove le vittime si contano a grappoli.

Siamo passati dalla politica di una giunta dichiaratasi di centrosinistra, che ha messo in campo azioni degne del peggior liberismo di destra, a una giunta di centrodestra che non ha idea di come agire nei prossimi cinque anni di legislatura.

E per questo tira a campare con grettezza e regalie, non diverse da quelle del centrosinistra, ma che non riescono a mascherare con identica capacità. 

Nell’emergenza in corso il coinvolgimento della sanità privata ha trovato un presidente della Regione e il suo Assessore, più che impreparati, sottomessi alle volontà di un sistema complesso e potente di gestione, che fa pagare il dazio ai politici eletti.

Piscinas e Castiadas, ma non solo, perché dopo questa irresponsabile approvazione arriveranno delle altre di identico tenore, costituiscono luoghi di bellezza incomparabile su cui non un solo metro cubo deve essere versato.

Quei ventisei milioni complessivi di investimento, che potranno portare per alcuni mesi e solo durante la realizzazione delle opere, lavoro per pochi addetti, dopo costituiranno l’investimento per pochi.

Per quelle due società di gestione che continueranno a estorcere concessioni alla Regione, allo scopo di garantire un lavoro stagionale instabile e remunerato in misura incongrua.

L’autorizzazione concessa in questi giorni, per realizzare lo scempio a Castiadas sul Monte Turnu, quanto quella per snaturare l’esistente struttura mineraria di Piscinas, trasformata negli anni in hotel esclusivo, rientra in un’operazione clientelare priva di prospettive nel lungo termine.

Insieme alla messa a disposizione delle centinaia di euro alle strutture sanitarie private, per le terapie necessarie ai colpiti dal Covid-19, costituisce un’elargizione clientelare senza un progetto organico, dai danni ad ampio spettro immediati. 

Il coinvolgimento apparente della sanità privata, fa parte di quegli interventi mascherati dalle condizioni di emergenza, con cui si mettono le mani nelle tasche dei cittadini, per travasare risorse verso le casse delle società di gestione delle cliniche private, le quali si esimono dal pagare il dazio anche durante le emergenze.

Il secondo intervento invece, è un’azione spuria, meditata e subdola, effettuata in un momento di apparente distrazione.

Questo avviene mentre l’ATS, figlio di una follia organizzativa, oggi mostra il suo completo fallimento.

In una situazione di emergenza marginale rispetto alle altre parti del Paese, la Giunta regionale inadempiente, onde  impedire il suo drammatico tracollo ha richiesto l’intervento del Governo e dell’esercito italiano.

Fino a quando un certo tipo di ambientalisti, l’intero sindacato e alcune parti politiche, interverranno per opporsi solo nei casi in cui la rilevanza è più mediatica che effettiva, tacendo su tutte le altre devastazioni in corso, pesando morti e lavoro, questo Paese e questa Regione non avrà alcuna chance.

Si continuerà a morire, morirà l’economia e la politica, con effetti pesanti che incideranno da subito sulle fasce più povere della popolazione, per poi giungere gradualmente in cima e colpire gli stessi vertici, privi di visione alcuna.

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