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Propaganda politica tra preferibile e detestabile

by Rosario Sorace

Un’epoca come la nostra è assolutamente pervasa dalla presenza dei mass media e dai social e la nostra esistenza è in gran parte occupata dal persistente mondo virtuale che si fonda prevalentemente sull’apparenza e non sulla sostanza e che, comunque, dovrebbe riflettere il mondo reale anche se in molti casi lo deforma, lo manipola e addirittura lo falsifica.

Che dire allora del ruolo dei politici nazionali, regionali e locali, tutti impegnati a fornire della propria azione soltanto gli aspetti che convengono alla causa o che appaiono gradevoli e si sviluppano tramite dichiarazioni da formulare a getto continuo su qualsiasi cosa, anche su aspetti insignificanti, della propria vita per dare di sé un’immagine accattivante e accettabile?

Se si sta sui social come ieri sui mass media significa che si è vivi, presenti e operanti mentre magari poi in realtà il gioco delle finzioni raggiunge un livello paradossale e il non far niente per nessuno è la regola inderogabile. In questo modo si scontrano le tifoserie opposte che immaginano un contatto diretto con il proprio idolo e così ognuno può sbizzarrirsi nei commenti più svariati che passano dall’esaltazione smodata all’insulto sguaiato. Cosicché si perde il senso dei contenuti politici relegati a pura appendice della dialettica tra eletti ed elettori e con ciò chi ha potere si può muovere agevolmente senza controllo, manifestando con superficialità nel campo della pura rappresentazione propagandistica del proprio io e senza soffermarsi più di tanto sui problemi e sui provvedimenti. Emergono tra l’altro in modo evidente quei fenomeni di dissuasione o persuasione di massa in cui il politico di turno mette al centro della sua comunicazione un problema facendolo apparire come un’emergenza.

Così in poco tempo convince un numero sempre più elevato di persone/cittadini/elettori della necessità di affrontarlo anche se poi dopo averlo messo al centro fa poco o nulla per risolverlo. Ecco che il dialogo tra le oligarchie e il popolo viene viziato con modalità comportamentali che tradiscono il legame di fiducia e di affidabilità che deve essere posto a fondamento di chi si occupa della cosa pubblica.

Si tratta quindi di una pubblicità ingannevole che tramite raggiri e artifici truffa la buona fede di chi ascolta. Bisogna quindi essere ben preparati e attrezzati oltre che smaliziati per leggere tra le righe della massiccia propaganda che ogni giorno ci viene somministrata in dosi ormai abbondanti e nauseanti a fronte di una lentezza o paralisi di scelte e decisioni dei pubblici poteri.

Ormai con un sistema politico che vive perennemente sui social è possibile spostare un numero sempre più alto di elettori, superando definitivamente la tradizionale mediazione dei corpi intermedi (partiti, sindacati e associazioni) e utilizzando al massimo la comunicazione diretta che sortisce in breve tempo effetti immediati e costanti sui sondaggi configurando nelle predilezioni collettive la divisione tra il preferibile e il detestabile.

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