Home In evidenza Potere alle donne. Ma una donna presidente per il Politically correct no!

Potere alle donne. Ma una donna presidente per il Politically correct no!

by Romano Franco

L’Italia si è avvicinata venerdì all’elezione della sua prima presidente donna in assoluto dopo che cinque giorni di stallo in ripetute votazioni parlamentari hanno costretto i leader del partito a cercare una soluzione di compromesso.

Secondo fonti politiche, le probabili candidate in lizza sarebbero Elisabetta Belloni, diplomatica di carriera a capo dei servizi segreti, e il ministro della Giustizia Marta Cartabia.

“Sto lavorando per avere un presidente intelligente e donna”, ha detto ai giornalisti il ​​leader della Lega Matteo Salvini dopo aver incontrato i capi dei due principali partiti di centrosinistra, il Partito Democratico (PD) e il Movimento 5 Stelle.

“Spero che domani avremo la chiusura”, ha aggiunto.

Giuseppe Conte, il leader 5 Stelle, ha dichiarato di volere anche lui una donna in sostituzione del capo di Stato uscente Sergio Mattarella, il cui mandato di sette anni scade la prossima settimana.

“Sono molto felice che anche le altre forze politiche stiano dimostrando di voler essere d’accordo su un profilo femminile di alto livello”, ha scritto su Twitter.

I leader di centrodestra della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno fatto infuriare i loro oppositori venerdì quando hanno ordinato ai loro legislatori di votare per la presidente del Senato Elisabetta Casellati al primo scrutinio della giornata piuttosto che cercare un candidato consensuale.

La mossa si è rivelata un imbarazzante flop, con Casellati che si è assicurato solo 382 schede, molto al di sotto dei 505 necessari per vincere.

Ferito dalla sconfitta, Salvini, per rimediare e intestarsi la battaglia di una donna al Quirinale ha subito aperto le trattative con i suoi oppositori per trovare una candidata apartitica, di sesso femminile.

Mentre Belloni ha molti sostenitori, alcuni parlamentari hanno espresso profonde riserve sulla promozione del capo dell’intelligence al Quirinale del presidente.

“Non si passa dai servizi segreti al Quirinale. Chi non lo capisce non ha cultura istituzionale”, ha detto un po’ ovunque l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, annunciando che il suo piccolo partito Italia Viva non l’avrebbe mai votata.

La ripetuta incapacità di trovare qualsiasi tipo di consenso ha avvelenato l’atmosfera politica, con conseguenze potenzialmente pericolose per la stabilità dell’ampia coalizione che sostiene il governo del premier Mario Draghi.

Lo stesso Draghi ha chiarito che gli piacerebbe la carica di presidente, ma i principali partiti finora si sono rifiutati di mettere ai voti il ​​suo nome, anche per il timore che il brusco cambio di ruolo possa far implodere il fragile governo.

Senza un accordo rapido, c’è stata una crescente speculazione sul fatto che le parti potrebbero eventualmente chiedere a Mattarella di accettare un secondo mandato, anche se finora lo ha escluso.

Giovedì due membri del governo hanno affermato che la sua rielezione era una forte possibilità, vedendola come la migliore soluzione per garantire la stabilità politica in un momento in cui centinaia di italiani muoiono ogni giorno a causa del COVID-19.

Significativamente, Mattarella ha superato facilmente il secondo scrutinio parlamentare di venerdì, ottenendo quasi 340 voti anche se nessuno dei partiti aveva chiesto ai propri legislatori di sostenerlo.

In effetti se oggi l’Italia dovesse votare per un Presidente della Repubblica difficilmente il nome di Mattarella non riscuoterebbe un plebiscito.

Una donna come Capo dello Stato è un po’ il sogno nel cassetto di tutti gli italiani, chiariamoci; ma è assolutamente sbagliato farlo solo perché è una proposta popolare o per il politically correct.

Mettere una donna o un uomo che non ha alcun merito politico o che gli italiani non conoscono non pare una scelta molto adeguata e lucida.

Un presidente deve avere potere, deve essere popolare e deve essere sentito e voluto dal popolo; e anche se Mattarella non aveva questo profilo col tempo se l’è poi creato. Ma non può andare sempre bene cari italiani.

Il presidente deve essere una figura che abbia autorità e che sicuramente non deve temere di mettersi contro i vari geni del Marketing che risiedono in quei palazzi che l’hanno votato o votata.

Nominare una presidente donna è una mossa che ci proietterebbe nel futuro, ma non così; e sicuramente non con questi presupposti. La scelta, non può assolutamente essere fatta solo per acquisire popolarità.

Altrimenti perché non parliamo del nostro sogno. Se la scelta deve ricadere su una donna X: perché non nominare una mamma impiegata che affronta mille difficoltà per arrivare alla fine del mese??

Potrebbe interessarti

Lascia un commento