Home Arte & Cultura “Pillole Domenicali”, le ultime novità in libreria: “Le Donne di Dante”

“Pillole Domenicali”, le ultime novità in libreria: “Le Donne di Dante”

by Freelance

Di Guglielmo Brighi

E’ uscito nel febbraio del 2021 per l’editore IL MULINO l’illustratissimo saggio “Le Donne di Dante” di Marco Santagata. Viaggio sorprendente nell’immaginario dell’autore della “Commedia”. Iniziando dalla madre, Bella degli Abati, di tradizione ghibellina. Scopriamo già dalle prime pagine che Dante non parlava, o meglio, non amava parlare della propria infanzia. La madre muore quando lui ha sette anni. E’ Gaetana, Tana, la sorella maggiore la figura che la sostituirà. La tradizione ci insegna come la donna trecentesca diventa presto un’allegoria, è una creatura angelica. L’uomo di fronte a Lei non può far altro che essere affascinato e sbigottito, quasi estasiato.

E’ un uomo completamente perduto, angosciante, tremante. L’apparizione della donna amata, può produrre un effetto traumatico. La sua “epifania”, la definisce così Santagata, provoca smarrimento e perdita della vista. Crisi psicosomatica, diremmo oggi! Tutto questo ragionamento ci porta ad un interrogativo più che mai attuale: l’amore è un dono o una malattia?

Il matrimonio con Gemma Donati è imposto dal padre Alighiero con un retro di motivazioni sia economiche, sia politiche. Matrimonio comunque prestigioso. Ed utile se si considera che proprio la famiglia della moglie aiuterà economicamente il girovagare dantesco dovuto all’esilio.

Il loro matrimonio si celebra nel 1283. Lei ha 14 anni, lui è già maggiorenne!

Nel Medioevo il matrimonio è considerato un puro contratto patrimoniale che travalica gli aspetti affettivi perché l’amore coniugale non è così primario e fondamentale. E poi arriva Beatrice. Nella “Commedia”, la Portinari subirà un processo di spiritualizzazione, vera e propria consacrazione dei canoni stilnovistici. Carnagione perlacea e occhi verdi sembra avere Beatrice. La questione della donna-schermo sappiamo essere una costruzione letteraria, questo amore “apparente” era già una esigenza avvertita dai trovatori provenzali. L’amore di Dante per Beatrice ha bisogno di segretezza. Proprio da questo stratagemma, questo artificio letterario farà nascere in Beatrice Portinari la personale decisione di togliere il saluto al vate.

Da questo smacco nascerà il rinnovamento morale e letterario dantesco. Da qui nascerà la fortuna della “Vita Nova”, l’altro grande capolavoro del grande fiorentino.

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