Home Arte & Cultura Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “DONNE MEDIEVALI”

Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “DONNE MEDIEVALI”

by Guglielmo Brighi

Sole, indomite, avventurose è il sottotitolo di questa strenna 2021 che la Società Editrice Il Mulino fa uscire in libreria.

Autrice Chiara Frugoni, la più autorevole studiosa del medioevo italiano. Ci ricorda che è Gregorio VII a vietare ai preti di sposarsi. D’altronde, secoli prima, è San Paolo di Tarso a suggerire una prima “misoginia”: è lui il detrattore dell’unione matrimoniale considerando il genere femminile inferiore all’uomo.

L’autorevolezza del santo è così riconosciuta, così indiscutibile, da condizionare questo giudizio per i tempi successivi.

Questo della Frugoni è quasi un saggio politico rivelatore di un pregiudizio secolare. Eppure gli esempi di donne intrepide non sono mancati.

Da Redegonda di Poitiers, nata tedesca e morta francese, a dieci anni rapita e fatta prigioniera. Andata in sposa nel 538 a Clotario I°. Abbandonerà il marito per prendere i voti. Ha una spiccata propensione per i malati e per i derelitti. E’ tumulata nell’abbazia di Notre Dame a Poitiers nel 587.

Il volume prende subito in esame la figura della celebre feudataria e papista Matilde (di Canossa). Nata a Mantova, dimostra da subito una propensione per il comando. I suoi domini sono la Toscana, la Lombardia, l’Emilia Romagna. Colta, poliglotta, educazione cattolica e tedesca. Alta, austera sarà ricordata per aver governato i suoi territori e la sua gente in modo autorevole ed illuminato.

Con Papa Gregorio VII stringerà un patto forte e duraturo. Nonostante sia ancora vassalla dell’imperatore, sceglie la fede all’impero.

Il racconto prosegue con la figura mitologica, carta dei tarocchi, la papessa Giovanna che avrebbe regnato sul trono di Pietro. Scoperta perché colta dai dolori del parto mentre stava cavalcando. Regnerà due anni, succedendo a Papa Leone IV.

Iacopo da Varagine così la ricorda: …”questa donna iniziò l’impresa in modo presuntuoso, proseguì stupidamente e con l’inganno, finì nell’ignominia. Questa é la natura della donna che davanti a una azione da intraprendere, all’inizio avanza con la presunzione e l’audacia, giunta a metà prosegue con la stupidità, infine incorre nella vergogna”.

Il saggio  prosegue con il ricordo di Christine de Pizan, veneziana e naturalizzata francese. Educata alle lettere ed alle scienze, è considerata universalmente la prima scrittrice di professione, prima storica e forse la prima femminista della storia. La vediamo vestita di azzurro, il colore della lealtà. Google le dedica un Doodle nel settembre 2021.

Margherita Datini, fiorentina, nata nel 1360 è considerata invece una delle prime imprenditrici della storia.

La scrittura di Margherita è la mercantesca , un tipo di scrittura corsiva, larga e rotonda. Viene usata nella trascrizione di codici in lingua latina ed in lingua volgare. Donna pratica, energica, superiore intellettualmente al marito.

Sua la frase in quarta di copertina del libro della Frugoni. E’ il 28 agosto 1398 e così si esprime: “ma d’ogni chosa mi darei pace, pure che fosi chognosciuto la metà di quello ch’io fo “

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