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Pensioni, il governo francese fa dietrofront

by Romano Franco

Il governo francese fa un passo indietro sulla questione delle pensioni. In una lettera inviata oggi alle parti sociali, il primo ministro, Edouard Philippe, ha dichiarato di essere “disposto a ritirare” l’età cardine fissata a 64 anni nel 2027 dal progetto di legge sulla riforma delle pensioni.
L’obiettivo di tale misura è di far funzionare le attività più a lungo al fine di rimettere ordine tra i conti. Il testo, inviato al Consiglio di Stato, consente di adattare questo parametro in modo che entri in vigore dal 2022 a 62 anni e quattro mesi e raggiunga gradualmente i 64 anni nel 2027. Una disposizione respinta da tutti i sindacati.

L’ex sindaco di Le Havre propone ora di istituire una “conferenza sull’equilibrio e il finanziamento del sistema pensionistico”, alla quale le parti sociali sono invitate a partecipare. La sua missione sarà quella di adottare “misure per raggiungere l’equilibrio finanziario nel 2027, nell’ambito delle proiezioni del Consiglio di orientamento pensionistico”. Nel novembre 2019 questo organismo aveva stimato che il disavanzo del sistema sarebbe stato compreso tra 7,9 e 17,2 miliardi di euro nel 2025.

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