Home Attualità Omicron: Governo nel panico ma Crisanti ha la soluzione

Omicron: Governo nel panico ma Crisanti ha la soluzione

by Romano Franco

Sembra di vivere in un Dejavù da incubo che ha quasi l’aspetto di un Loop senza fine, a causa dei vari ciarlatani che si sono susseguiti al potere.

Il panico, soprattutto quando non si sanno affrontare le emergenza, regna sovrano tra i politicanti di oggi e, nonostante la voce calma e agonistica del premier Draghi, le misure prese in considerazione sono davvero inutili, discriminatorie, divisive e stimolano costantemente i contrasti ideali, non più sociali, molto faziosi che hanno l’aspetto primordiale di una vera e propria guerra civile.

E così, dopo un anno di peripezie e dopo aver obbligato la popolazione in maniera infima (non obbligando ma discriminando) ad inocularsi un vaccino non molto efficace contro il virus, facendo assumere a questi ultimi rischi e pericoli legati, non tanto alla scienza, ma, alla superficialità umana; il governo dei migliori, nonostante gli strumenti messi a disposizione proprio dalla scienza, al primo allarme sbarella e se ne va in panne, partorendo ed elaborando soluzioni poco lucide e davvero terribili.

Ma a dare il consiglio giusto al governo ci pensa Andrea Crisanti, il microbiologo dell’Università di Padova, che molto spesso durante la pandemia ha azzeccato le sue previsioni; ahinoi.

“Tre settimane di mascherina FFP2, per evitare il lockdown e fermare l’avanzata della variante Omicron”, è questa l’idea di Crisanti. “Non credo – dice l’esperto – che vi siano misure in grado di mitigare i contagi fino dopo Natale. Arriveremo alle prime settimane di gennaio con livelli di trasmissione elevata”.

Un lockdown di 2 settimane per non vaccinati da applicare subito? “Qui siamo nel campo non dell’analisi della realtà, ma della demagogia”, evidenzia Crisanti. “Riguardo ai contagi a cui stiamo assistendo, i non vaccinati sono un problema, ma non sono il problema”.

“Se vogliamo evitare il lockdown – ha aggiunto l’esperto – dovremo mettere in campo una misura innovativa, mai provata prima, che ha un effetto pauroso sull’indice di trasmissione: mettiamoci tutti quanti, e per tre settimane, la mascherina Ffp2, sui trasporti, al cinema, al teatro, rimodulando l’accesso ai ristoranti e alle discoteche”.

La mascherina FFP2 “ha lo stesso effetto di un lockdown: abbatte la trasmissione del 98%, e non esiste nulla che abbia questo effetto”.

Poi, per quanto riguarda il vaccino, Crisanti ha ribadito che “se gli ospedali non sono sovraccarichi è sicuramente un suo merito”, ma illuderci del fatto che questo vaccino sia l’unico strumento a disposizione per combattere la pandemia è davvero un falso storico.

L’inoculazione dei vaccini al 66,7% non ci hanno fatto raggiungere l’inarrivabile immunità di gregge. Il vaccino “è una sicurezza, ma dura meno di quanto ci si aspettasse nei confronti della variante delta”, sottolinea Crisanti.

“In più – ha detto ancora il virologo – abbiamo la complicazione portata da Omicron, che rispetto al virus ha moltissime sostituzioni. Significa che noi con il vaccino abbiamo indotto il sistema immunitario a produrre anticorpi contro il virus, ma l’anticorpo è come una chiave che permette di aprire una serratura”.

Omicron “è una serratura diversa, e quindi gli anticorpi hanno una efficacia molto minore, con implicazioni sia sul vaccino che sugli anticorpi monoclonali”.

“Da un anno”, ricorda il virologo sottolineando che “siamo troppo lenti rispetto al virus e prendiamo delle decisioni che non sono basate sull’analisi tempestiva dei dati e della realtà”.

Allarmismo e panico servono a poco e niente in queste situazioni e le soluzioni devono essere motivate scientificamente e partorite a rigor di logica. A cosa è servito “obbligare” la popolazione ad inocularsi un vaccino se poi al primo campanello di allarme si richiude? A cosa serve inoculare vaccini a bambini di 6 anni quando ci sono ottuagenari nel mondo che non hanno ancora visto uno straccio di dose?

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