Home Cronaca Nello Musumeci attaccato per 287 affidamenti diretti su emergenza Covid

Nello Musumeci attaccato per 287 affidamenti diretti su emergenza Covid

by Rosario Sorace

La Regione Siciliana sempre al centro dell’attenzione dopo la scandalo dei dati covid19 “spalmati” che hanno portato alle dimissioni l’assessore alla salute Ruggero Razza pupillo di Musumeci. Adesso vi è un attacco duro del Pd che produrrà conseguenze difficili da prevedere e il Presidente della Regione viene accusato di aver assegnato 287 incarichi diretti per l’emergenza dovuta alla pandemia e persino tre allo stesso professionista nell’arco di pochi giorni.

Gli incarichi sono tutti affidati su base diretta e fiduciaria a liberi professionisti o società. I dem si rivolgono al governatore che è il commissario dell’emergenza Covid, alla procura di Palermo, alla Corte dei conti e all’Anac con una richiesta di revoca per questi incarichi che considerano “illegittimi”: “Secondo quanto previsto dal decreto semplificazione sul Covid gli incarichi fiduciari si possono affidare entro la soglia di 75mila euro. La formula usata nelle delibere dal commissario attuatore delegato non è legittima, non indica importi, prevedendo una riduzione del 15 percento o di percentuale maggiore qualora la soglia eccedesse”.

Ma il delegato del governatore, Tuccio D’Urso, reagisce duramente a queste accuse annunciando querela. Questi incarichi assegnati sono legati ai lavori di potenziamento della rete ospedaliera siciliana e sono stati impegnati sul piano finanziario 250 milioni, di cui 127 provenienti dallo Stato, e 123 dalla finanza regionale.

Ora ricomincia la bagarre in Sicilia con la guerra dei numeri e con un’ipotesi che circola di passaggio nuovamente in zona rossa della Sicilia. Il caso è stato sollevato dal consigliere regionale dem, Nello Dipasquale, che ha presentato un’interrogazione all’Ars e chiede chiarimenti sul piano: incarichi, realizzazioni, pubblicazioni.

“Un’interrogazione molto semplice”, afferma il deputato dem. Ma persino questa interrogazione non è piaciuta al delegato di Musumeci, che ha manifestato intolleranza e fastidio annunciando querela: “Ho chiesto di essere ricevuto dal procuratore della Repubblica di Palermo per presentare un esposto nei confronti dell’onorevole Dipasquale perché con le sue improvvide dichiarazioni lede l’onorabilità e la serenità di una struttura fortemente impegnata nella tutela della salute dei siciliani”, è stata la risposta piccata e brusca di D’Urso.

Una semplice interrogazione di un parlamentare ha provocato questa reazione esagerata e minacciosa al punto che oltre i dem anche il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché di Forza Italia ha risposto con inusitata chiarezza e durezza: “D’Urso va fermato e calmato. Non si capisce a quale titolo fa una denuncia a un deputato che ha fatto un’interrogazione parlamentare per conoscere la situazione. Ma siamo alla follia? Comunicate al signor D’Urso che io, a nome dell’Ars, mi costituirò parte civile a fianco del deputato del Pd, Dipasquale, se ci dovesse essere una causa”.

Il centro destra in Sicilia appare ogni giorno più diviso e sfilacciato e, quindi, i dem da tempo chiedono le dimissioni di Musumeci. Oggi questa reazione assolutamente “fuori misura” del delegato D’Urso spinge Dipasquale ad andare avanti: “Vista la sua reazione scomposta mi sono insospettito e invece di attendere la risposta all’interrogazione, il 9 aprile ho fatto direttamente un accesso agli atti”.

Quindi è emerso il triplo incarico affidato al presidente dell’ordine degli ingegneri di Ragusa, Vincenzo Di Martino, che il Pd indica come assai contiguo alle posizioni “Diventerà Bellissima”, il movimento di Musumeci. I tre su quattro previsti nella provincia di Ragusa sono stati tutti affidati a Di Martino in pochi giorni tra il 4 e il 10 febbraio: “Al momento non risulta nessuna revoca, e di certo al 9 aprile, tre delibere e altrettante prese d’atto, confermano che tre incarichi erano stati affidati allo stesso professionista”.

Per il Pd non solo questi tre incarichi ma tutti gli affidamenti dovrebbero essere illegittimi: “Lo diciamo a loro stessa tutela: attenzione che stiamo commettendo una grave violazione di legge”, spiega anche Antonello Cracolici, esponente di punta del Pd e consigliere regionale.

Si chiede la revoca di tutti gli incarichi affidati finora da D’Urso e sui 287, vi sono 56 incarichi per progettazione, 62 per direzione dei lavori, 64 per coordinatore sicurezza, 92 per collaudo, e 13 incarichi per indagini geologiche. Per il Pd siciliano sarebbero “illegittimi” poiché viene “Disapplicata la vigente normativa sugli appalti dei servizi di ingegneria con particolare riferimento all’art. 36 del decreto legge 34/2020 e delle linee guida n.4 emanate dall’Anac sulle modalità di affidamento dei servizi”, e sottolineano: “Secondo quanto previsto dal decreto semplificazione sul Covid gli incarichi fiduciari si possono affidare entro la soglia di 75mila euro. La formula usata nelle delibere dal commissario attuatore delegato non è legittima, non indica importi, prevedendo una riduzione del 15 percento o di percentuale maggiore qualora la soglia eccedesse: stiamo parlando di una delibera che può essere impugnata da qualsiasi professionista per ottenere la cifra intera prevista dalla progettazione e non indicata nella delibera: pare evidente sia un modo per aggirare la norma”, continua Cracolici.

E ,quindi, mettono in guardia il governatore e il suo delegato D’Urso: “L’ennesimo intervento che probabilmente nasconde chissà quali altri obiettivi: questi professionisti non crediamo possano essere stati scelti sotto un albero. Perciò, diciamo: attenzione che così non lo potete fare, andiamo incontro a un danno erariale, un danno amministrativo, ed eventuale risvolti di altra natura”.

Comunque D’Urso si è difeso strenuamente poco prima di perdere la pazienza annunciando la querela spiegando che le procedure sono regolari: “La struttura speciale non ha fatto alcuna gara avendo recepito quelle celebrate dalla struttura nazionale. Per migliore comprensione, non abbiamo scelto né le imprese esecutrici né i fornitori di attrezzature. Gli incarichi sono stati attribuiti nell’ambito del cosiddetto ‘Decreto semplificazione’, che fa obbligo alle amministrazioni di scegliere i professionisti in maniera fiduciaria quando l’importo della prestazione è inferiore a 75mila euro oneri e tasse esclusi. Mi trovo perfettamente d’accordo con quanto detto dal vice presidente dell’Ars Roberto Di Mauro che ha cacciato dall’aula durante il dibattito della finanziaria Dipasquale definendolo ‘provocatore’”.

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