Home Arte & Cultura Muore lo scrittore operaio Antonio Pennacchi

Muore lo scrittore operaio Antonio Pennacchi

by Rosario Sorace

Lo scrittore Antonio Pennacchi è stato un personaggio estroso, anticonformista e originale del panorama letterario e culturale italiano.

Nativo di Latina, la sua famiglia era operaia e proveniva dall’Umbria mentre per parte materna erano coloni che venivano dal Veneto.

Si stabilirono nel Lazio proprio nel periodo della bonifica dell’Agro Pontino e questo fatto incise profondamente nella produzione letteraria di Pennacchi.

Da giovane si iscrisse al Msi condizionato dall’humus locale mentre tutti gli altri sei fratelli aderiscono a formazioni della sinistra.

Però la sua permanenza tra le file dei missini durò molto poco, perché venne espulso dopo essere entrato in rotta di collisione con i dirigenti del Partito.

Mutò radicalmente l’orientamento politico originario aderendo all’ideologia marxista dopo un periodo di stasi e di riflessione.

Si avvicinò quindi ai maoisti dell’Unione dei Comunisti Italiani, movimento di ispirazione marxista leninista e si impegnò in prima linea ai moti di contestazione del 1968.

Iniziò l’attività lavorativa come operaio all’Alcatel Cavi di Latina che in quel momento si chiamava “Fulgorcavi” e in questa azienda rimase per oltre trent’anni.

I suoi cambiamenti politici diventarono repentini e improvvisi proseguendo senza posa e, alla fine degli anni settanta, aderì al Psi e si iscrisse anche alla Cgil, che dopo poco tempo lo espulse.

La sua ansia politica non cessò e si iscrisse alla Uil, poi entrò nel Pci e di nuovo alla CGIL, da cui venne nuovamente espulso nel 1983.

Allora prese la decisione di abbandonare l’impegno politico e si mise a studiare conseguendo la laurea in Lettere all’Università degli Studi “La Sapienza”, proprio in una fase della sua vita in cui era stato posto in cassa integrazione.

Cominciò a scrivere, e il suo primo suo romanzo di esordio, Mammut, ricevette innumerevoli rifiuti, ben 55 da 33 editori diversi, e spesso Pennacchi rispediva la stessa opera dopo che aveva cambiato il titolo.

Ottenne finalmente la pubblicazione con l’Editore Donzelli nel 1994 e vinse anche il Premio del Giovedì. Nel 1995 scrisse un altro romando “Palude” che venne insignito del Premio Nazionale Letterario Pisa, e in questo libro Pennacchi si dedicò alla sua città.

Poi scrisse nel 1998 “Una nuvola rossa”, in cui raccontò la vicenda che traeva ispirazione dal delitto dei fidanzatini di Cori, appena avvenuto l’anno precedente nell’omonima cittadina laziale e trattato con grande risalto nella cronaca nazionale.

Lasciò nel 2001 l’editore Donzelli e iniziò la sua collaborazione con la Mondadori. Nel 2003 scrisse il romanzo chiaramente autobiografico “Il fasciocomunista”, che vinse il Premio Napoli.

Da questo romanzo di grande successo è stato tratto il film “Mio fratello è figlio unico”, per la regia di Daniele Luchetti, con Riccardo Scamarcio ed Elio Germano.

Questa pellicola ebbe un successo strepitoso e conseguì un altro prestigioso riconoscimento con il premio speciale al Festival di Cannes.

Tuttavia Pennacchi non smentendo la sua indole anticonformista polemizzò con il regista perché ritenne che nella seconda parte del film fosse stata stravolta la trama descritta nel suo romanzo.

Nello stesso anno uscì una raccolta di saggi Viaggio per le città del Duce (Asefi). Mentre nel 2005 pubblicò i saggi dal titolo “L’autobus di Stalin” ,edito da Vallecchi.

La sua attività letteraria è stata davvero prolifica e, nel giugno del 2006, pubblicò una raccolta di racconti “Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni”.

Pennacchi aveva un carattere estroverso ed era dotato di una grande vitalità e candore, tra l’altro non disdegnava la sua collaborazione con vari giornali di varia impostazione editoriale tra cui diverse riviste italiane e straniere quali Limes, Nuovi Argomenti, MicroMega e Nouvelle Revue Française.

Lo scrittore dal 2007 si impegnò in un progetto, insieme all’Anonima Scrittori, che prevedeva la scrittura del romanzo “Cronache da un pianeta abbandonato”, che puntava espressamente alla partecipazione, alla collaborazione e alla valorizzazione di autori pressoché sconosciuti.

Nello stesso anno si iscrisse al Partito Democratico e l’anno successivo scrisse il “ Fascio e Martello” , in cui descrive le città di fondazione del fascismo in tutta l’Italia.

La sua carriera di scrittore raggiunge l’apice con il romanzo uscito ai primi di Marzo del 2010 dal titolo “Canale Mussolini”, che narrava la bonifica dell’Agro Pontino vissuta dalla sua famiglia e viene definita dall’autore come “l’opera per la quale sono venuto al mondo”.

Questo romanzo ha vinto il 2 luglio la 64ª edizione del Premio Strega, poi anche il Premio Acqui Storia come “romanzo storico dell’anno”, il Premio “Libro dell’Anno” del TG1 risultando anche finalista al Premio Campiello e nel novembre dello stesso anno ha ricevuto ad Asti il premio “Asti d’Appello.

Pennacchi però non ha mai dimenticato la sua passione politica e in occasione delle elezioni comunali del 2011 a Latina si schierò a supporto della lista locale di Futuro e Libertà per l’Italia, che nella sua idea ingenua, visionaria e utopica doveva sostenere il candidato del centro-sinistra in modo da costituire un blocco di forze antiberlusconiane e superare la tradizionale dicotomia tra destra e sinistra.

Il progetto venne presentato dal bizzarro e estroso scrittore come un “laboratorio politico-artistico rivoluzionario”, riscuotendo interesse e curiosità nelle persone comuni, mentre, a livello nazionale, è stato bloccato dal partito di Gianfranco Fini.

La lista è stata presentata lo stesso con il nome “Pennacchi per Latina – Futuro e Libertà” che sostenne un sindaco proprio e raccolse meno dell’1% dei voti.

Nel 2012 si è dedicato ad un progetto denominato “Pianura Blu” che tendeva al recupero dei canali di bonifica dell’Agro pontino e alla creazione di una rete ciclo-navigabile, con il sostegno dell’Università La Sapienza di Roma e di diverse amministrazioni locali.

Nel novembre 2012 scrive il suo primo romanzo di ambientazione fantastica e di contenuti fantascientifici, “Storia di Karel” in cui Pennacchi sembra abbandonare i temi perenni e ricorrenti della sua produzione letteraria, Latina e l’Agro pontino, per volare con la fantasia in una lontana galassia dell’universo dove i coloni si ribellano al loro misero destino.

Nel 2015 viene pubblicato “Canale Mussolini, parte seconda” con edizioni della Mondadori. Qualche anno fa nel 2018 ha pubblicato il libro “Il delitto di Agora – una nuvola rossa”, in cui revisiona e apporta correzioni ad alcune parti del suo romanzo del 1998 Una nuvola rossa, sempre ispirato al delitto di Cori.

Antonio Pennacchi è stato stroncato da un infarto nella sua abitazione di Latina durante una conversazione telefonica con la moglie, e, improvvisamente la moglie, non avendo sentito più la sua voce ha chiamato immediatamente i soccorsi che hanno in seguito constatato la fine tragica del marito.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento