Home In evidenza Maria Falcone esorta il Parlamento a confermare l’ergastolo per i mafiosi che non collaborano

Maria Falcone esorta il Parlamento a confermare l’ergastolo per i mafiosi che non collaborano

by Rosario Sorace

Sono ancora aspre, dure e diffuse le polemiche per la scarcerazione di Giovanni Brusca e ora si registra un nuovo intervento di Maria Falcone, sorella del giudice morto a Capaci con il tritolo che fu azionato proprio dallo “scannacristiani”.

Oggi, Maria Falcone, donna dotata di equilibrio e saggezza, dichiara con determinazione che il parlamento si deve impegnare con urgenza alla riforma dell’ergastolo ostativo poiché alle proteste e all’indignazione dei familiari delle vittime della mafia, della gente comune bisogna dare risposte concrete e immediate, quindi, alle parole devono seguire i fatti.

“In questi giorni ho evitato sovraesposizioni mediatiche e dichiarazioni rabbiose-afferma Maria Falcone- rispettando una legge che è stata e continua a essere fondamentale nella guerra contro Cosa nostra, ma nessuno può essere più addolorato e indignato di noi davanti alla scarcerazione di uno degli individui peggiori che la storia del Paese abbia conosciuto. Ho ascoltato moltissime dichiarazioni di politici e assistito a un’ondata di indignazione dell’opinione pubblica che dimostra quanto la coscienza dei nostri concittadini sia mutata e maturata in questi 29 anni”.

La sorella del magistrato ucciso dalla mafia, mostrando un “distaccato” equilibrio nonostante gli sia stato portato via un fratello, mostra sempre fiducia nel sistema e anche dopo la scarcerazione del boss mafioso Giovanni Brusca, che appunto si è autoaccusato di aver premuto il telecomando che fece esplodere il tritolo che provocò la strage di Capaci, dice: “Oggi, in un giorno tanto importante per la nostra Nazione in cui, come ha detto il capo dello Stato Sergio Mattarella, rinnoviamo la gratitudine a chi ha sacrificato la vita per l’Italia, – continua – voglio lanciare un appello alla politica affinché traduca lo sdegno espresso per la liberazione di Giovanni Brusca in un impegno reale per una approvazione veloce della riforma della legge sull’ergastolo ostativo sollecitata dalla Corte Costituzionale. Voglio dire a tutte le forze politiche, molte delle quali peraltro votarono la legge sui pentiti voluta da mio fratello, – spiega Maria Falcone – che oggi hanno l’occasione per dimostrare che la lotta alla mafia resta una priorità del Paese e che possono, al di là delle parole, attraverso una normativa giusta, evitare scarcerazioni e permessi i boss che mai hanno interrotto il loro perverso legame con l’associazione mafiosa.

Concedere benefici a chi neppure ha dato un contributo alla giustizia sarebbe inammissibile e determinerebbe una reazione della società civile ancora più forte di quella causata dalla liberazione, purtroppo inevitabile, del “macellaio” di Capaci”.

Un’esortazione al Parlamento per agire e provvedere al più presto affinché anche a chi non ha collaborato con la giustizia non vengano concessi sconti o riduzioni di pena.

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