Home Attualità Manovra, tassa sugli extraprofitti riveduta e corretta: Il regalo da 8,4 miliardi del governo Meloni ai colossi dell’energia

Manovra, tassa sugli extraprofitti riveduta e corretta: Il regalo da 8,4 miliardi del governo Meloni ai colossi dell’energia

by Romano Franco

In tempi di crisi chi più ha più deve dare, ma non troppo secondo il governo.

E così, mentre il Paese sanguina e soffre, ecco che arriva l’ennesimo regalo a favore delle multinazionali che sfruttano, in maniera legalizzata, la crisi creata per prendere impunemente capitali dalle tasche dei cittadini italiani.

La manovra del governo Meloni, che è stata presentata in Parlamento, è stata modificata all’ultimo per fare un regalo da 8,4 miliardi di euro alle aziende che hanno guadagnato di più.

Quindi, da una parte, il governo Meloni regala miliardi di euro alle aziende che continuano ad arricchirsi e, dall’altra, i milioni di cittadini, compresi gli italiani che hanno votato FdI alle ultime elezioni, vengono lasciati indietro costretti, impotenti, ad impoverirsi e a subire fame e miseria per privilegiare i più ricchi della nostra “scala sociale”.

Infatti la tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche, che va sotto il nome di ‘contributo di solidarietà temporaneo‘, prevede solo per il prossimo anno un’aliquota del 50% sulla quota del reddito complessivo conseguito nel periodo d’imposta antecedente al primo gennaio 2023 che ecceda per almeno il 10% la media dei redditi conseguiti nei quattro anni d’imposta precedenti.

L’incasso previsto dal governo Draghi prevedeva un’aliquota del 25% sul maggior margine imponibile Iva realizzato tra ottobre 2021 e 30 aprile 2022 rispetto al periodo ottobre 2020-aprile 2021.

La tassa, che non era stata mai applicata dall’esecutivo dell’ex banchiere, è stata ritoccata dal governo Meloni e si limita a introdurre una nuova imposta straordinaria da pagare nel 2023.

Sono interessate 7mila aziende. Il contributo non può superare il 25% del patrimonio netto al primo gennaio 2022 e va versato in un’unica soluzione entro il sesto mese successivo a quello di chiusura dell’esercizio antecedente a quello in corso al primo gennaio 2023.

In conclusione, la “manovretta” di Giorgia Meloni non ha dato alcun sollievo a chi veniva tartassato dall’inflazione e dall’aumento del costo dell’energia ma, al contrario, ha portato ulteriore ristoro a chi dalla crisi si stava già arricchendo. Grazie Giorgia.

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