Home Attualità Mafia: Maxi operazione “Gordio” smantella il mandamento di Partinico, 81 gli arresti

Mafia: Maxi operazione “Gordio” smantella il mandamento di Partinico, 81 gli arresti

by Freelance

Di Mimmo Di Maggio

Sono ottantuno gli arresti (63 in carcere e 18 agli arresti domiciliari) e 4 misure di obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria nella maxi operazione “Gordio”, diretta dalla Dda di Palermo, che ha portato allo smantellamento del mandamento di Partinico, comune della provincia di Palermo, composto da 5 organizzazioni criminali.

L’inchiesta vede gli indagati accusati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, reati in materia di armi, droga, estorsione e corruzione.

Le indagini procedono senza sosta nelle province di Palermo, Napoli, Roma, Nuoro, Latina e Trapani e i carabinieri hanno eseguito settanta degli 85 provvedimenti cautelari complessivi. La Direzione investigativa antimafia è intervenuta nelle province di Palermo, Trapani, Roma, Milano, Reggio Calabria e Cagliari, e arrestato quattordici persone (dieci in carcere e quattro agli arresti domiciliari) e ne ha sottoposta una all’obbligo di dimora nel comune di residenza e di presentazione alla polizia giudiziaria, indagate, a vario titolo, per il reato di associazione finalizzata alla coltivazione, alla produzione e al traffico illeciti di sostanze stupefacenti. Tutti i delitti contestati sono aggravati dall’agevolazione a Cosa nostra o ‘ndrangheta.

Per gli indagati (Nicola Lombardo, Nunzio Cassarà e Michele Vitale, 53 anni) di due delle cinque organizzazioni criminali individuate è stata ipotizzata l’appartenenza a cosa nostra partinicese, manifestata anche nel controllo di attività commerciali e imprenditoriali, nella risoluzione di controversie private.

Le indagini iniziano nel novembre 2017 per far luce sui possibili collegamenti criminali tra Ottavio Lo Cricchio, imprenditore partinicese attivo nel settore vinicolo, e Michele Vitale. L’inchiesta ha portato all’arresto di Giuseppina Vitale, detta “Giusy”, in passato reggente del mandamento e poi collaboratrice di giustizia, attualmente non sottoposta al programma di protezione, di sua sorella Antonina Vitale e del figlio di quest’ultima Michele Casarubia.

Secondo gli inquirenti, nel novembre 2018, Casarrubia, si era recato a Roma per trattare l’acquisto di un ingente quantità di droga con Consiglio Di Gugliemi, detto “Claudio Casamonica”, personaggio apicale dell’omonimo clan romano, poi deceduto per Covid. A questo incontro, interamente registrato, avrebbe partecipato tra gli altri proprio l’allora collaboratrice di giustizia Giusy Vitale. Le conversazioni registrate tra la donna e il nipote hanno messo in luce il supporto fornito dalla prima in relazione al traffico di stupefacenti.

L’autorità giudiziaria ha quindi evidenziato come sia “pertanto assolutamente chiaro come la donna non si sia dissociata dall’ambiente criminale in genere e da Cosa nostra partinicese in particolare”. Tra gli indagati vi è anche una guardia della polizia penitenziaria, in servizio presso il carcere Pagliarelli di Palermo accusata di corruzione aggravata. Infatti, secondo gli investigatori, avrebbe favorito le comunicazioni all’esterno di Francesco Nania, tratto in arresto per associazione mafiosa nel febbraio 2018, perché individuato quale referente della famiglia di Partinico.

Ma non finisce qua, più si scava affondo e più emergono inquietanti collegamenti tra indagati e diversi politici locali. Nel luglio 2020, il Consiglio Comunale di Partinico è stato sciolto con decreto ministeriale su proposta della Compagnia carabinieri di Partinico “per ritenuti condizionamenti mafiosi dell’attività amministrativa”. Il provvedimento ha riguardato esclusivamente Consiglio comunale, poiché nel maggio 2019 il sindaco aveva già rassegnato le proprie dimissioni.

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