Mafia Capitale: La Cassazione assolve Alemanno dall’accusa di corruzione

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse 19-10-2018 - Roma Cronaca #Retisociali. Convegno "Quando rinascerà la chiameremo Roma." Nella foto Gianni Alemanno Photo Vincenzo Livieri - LaPresse 19-10-2018 - Rome News #Retisociali. Convention "Quando rinascerà la chiameremo Roma." In the picture Gianni Alemanno

L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato assolto dalla Corte di Cassazione per quanto riguarda l’accusa di corruzione nel processo Mondo di Mezzo. Anche se la stessa Corte, secondo quanto stabilito dai giudici, ha deciso che l’ex primo cittadino della Capitale dovrà ritornare davanti alla Corte d’Appello per rivedere l’accusa nei suoi confronti solo per quanto riguarda il traffico di influenze sullo sblocco dei pagamenti Eur Spa.

Una grande sconfitta per la Procura generale che ai giudici aveva chiesto la conferma della condanna a sei anni avanzando un’ulteriore richiesta di respingere il ricorso presentato dalla difesa di Alemanno sollecitando un processo-bis che riguardasse esclusivamente la durata della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

L’ex sindaco era indagato per favoreggiamento nei confronti di Buzzi e Carminati, il duo che era stato condannato per lo scandalo di Mafia Capitale. Alemanno era stato accusato di corruzione e finanziamento illecito per aver ricevuto, secondo l’accusa, quasi 300.000 euro, dal 2012 al 2014.

Dopo sei anni l’ex sindaco di Roma viene assolto e si sfoga ai microfoni: “La fine di un incubo durato sette anni, e che obiettivamente poteva essere evitato. Mi sono ritrovato prima mafioso e poi corrotto, adesso rimane un piccolo traffico di influenze che sarà la Corte di appello a giudicare”.

“Questa sentenza – ha aggiunto Alemanno – ridimensioni questa vicenda: non c’è più corruzione, non c’è più quel fango che mi era stato tirato addosso”.

“Non possiamo che dirci soddisfatti dell’esito del ricorso che ha annullato tutte le ipotesi di corruzione”, dice la difesa dell’ex sindaco della Capitale. “La sentenza impugnata – concludo i legali – non prendeva atto di quanto già aveva statuito sulla vicenda la Corte di Cassazione e soprattutto non considerava che il sindaco Alemanno, al di là del coinvolgimento, solo tramite Panzironi, in alcune specifiche e, a nostro modo di vedere, lecite vicende. Alemanno era stato giudicato completamente estraneo alle contestazioni di associazione a delinquere ipotizzate dalla Procura, peraltro solo in parte riscontrate dalle sentenze che si sono occupate della intera vicenda”.

Si preannuncia una vita nuova per l’ex sindaco Alemanno. Finalmente, giustizia è stata fatta. E quell’onta che sembrava indelebile riversata su Roma, sta pian piano svanendo.

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