Home Attualità L’Università Luiss “censura” il professor Orsini per aver detto una libera opinione

L’Università Luiss “censura” il professor Orsini per aver detto una libera opinione

by Romano Franco

Sono ore che si condanna il “regime” autocratico e illiberale di Vladimir Putin e, così, la nostra società, dall’alto delle sue libertà, continua a mietere vittime del libero pensiero.

Ultimo caduto del regime del mainstream, filo Nato, è Alessandro Orsini, direttore dell’Osservatorio di Sicurezza Internazionale dell’Università Luiss di Roma che è stato sospeso con effetto immediato dalla sua università.

La grave colpa del professore della Luiss è quella di aver detto la sua opinione sulla guerra che si sta consumando nell’Est Europa, durante una puntata di Piazza pulita su La 7; parere che evidentemente si distaccava di molto dalla narrazione gradita dall’Ateneo.

Subito è partita la solidarietà da parte di molti suoi colleghi che hanno tacciato la sospensione come un fatto assai grave e hanno fatto partire su Petizioni.it una raccolta di firme a favore del professore – “No alla censura contro Alessandro Orsini” – che ha già totalizzato diverse firme ed è rivolta alla ministra dell’Università, Cristina Messa.

“Il docente – si legge nel testo – è stato censurato per le sue analisi sulla guerra in Ucraina svolte a Sky Tg 24 e a Piazza Pulita su la 7. Le analisi di Orsini non hanno alcunché di censurabile – si legge ancora -. Si fondano su studi scientifici rigorosi e sulle più accreditate teorie delle relazioni internazionali. Esprimiamo la nostra solidarietà ad Alessandro Orsini e denunciamo il clima di oscurantismo che si sta diffondendo in Italia: un clima che rischia di colpire un numero sempre maggiore di colleghi, proprio nel momento in cui è vitale la presenza di studiosi dal pensiero libero e coraggioso”, conclude la petizione.

Ma la Luiss da un’interpretazione assai vaga sulla sospensione avvenuta. “Nel tragico contesto di una guerra – dice l’Università – l’attività di analisi e ricerca di ogni centro, scuola, o dipartimento Luiss diventa ancor più rilevante, richiedendo solida capacità di interpretazione e racconto del contesto geopolitico, equilibrio e capacità di dialogo con l’opinione pubblica”. La Luiss, a questo proposito “reputa dunque fondamentale che, soprattutto chi ha responsabilità di centri di eccellenza come l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, debba attenersi scrupolosamente al rigore scientifico dei fatti e dell’evidenza storica, senza lasciar spazio a pareri di carattere personale che possano inficiare valore, patrimonio di conoscenza e reputazione dell’intero Ateneo”.

E’ terribile il messaggio che invia l’Università che, al posto di promuovere idee pronte per l’uso proprio per risolvere tragedie terribili come quella che si sta consumando in Ucraina ci si limita semplicemente a dire sissignore.

Ma forse è proprio per questo atteggiamento d’impostazione dogmatica da parte degli atenei che nelle scuole odierne non si sviluppano idee innovative scaturite da liberi pensieri.

Ma per quale motivo la reazione della Luiss è stata così drastica? Durante la trasmissione di Formigli, Piazza Pulita, Orsini aveva spiegato che, pur condannando l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, “possiamo uscire da questo inferno soltanto riconoscendo i nostri errori e gli errori dell’Unione Europea che sono molto grandi. La responsabilità militare è di Putin – ha detto -, ma quella politica è principalmente dell’Ue”. Aggiungendo che “quello che fa ora Putin lo ha fatto Kennedy con Cuba nel 1962” e se “il Messico si alleasse con Putin gli Stati Uniti lo distruggerebbero assassinando il suo presidente, favorendo una guerra civile o sfondando il confine. Le grandi potenze hanno comportamenti largamente prevedibili, perché fanno le stesse cose da centinaia di anni”.

Per il mainstream occidentale non esistono posizioni neutre o mezze misure, “o sei con noi o sei contro di noi”; è questo il ragionamento radicale e talebano che viene imposto dai media e dalle istituzioni che, a discapito delle correnti, che siano di destra o di sinistra, hanno sempre lo stesso medesimo compito: istruire e sottomettere la libertà di espressione.

Dispiace vedere paradossi del genere proprio nel momento in cui si sta spiegando ai cittadini russi che la loro Russia è come un regime ( a differenza del nostro sistema).

Un professore brillante che è riuscito a capire prima degli altri la tragedia che stava per compiersi, avvisando tempo addietro il Parlamento della probabile invasione della Russia in Ucraina, non si merita, lui, di far parte di una cultura bigotta che sopprime i pensieri e le idee.

Quando la tua mente prende il volo ti accorgi che sei rimasto solo, diceva Rino Gaetano. Avanti professor Orsini!

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