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L’Italia stabilirà i requisiti di qualità per i servizi di streaming dopo i problemi di DAZN

by Freelance

Di Mirko Fallacia

L’Italia sta preparando nuove regole volte a prevenire malfunzionamenti nei servizi di streaming video a seguito di denunce di disservizi durante le partite in diretta del suo massimo campionato di calcio Serie A.

Di proprietà del miliardario Len Blavatnik, l’app di streaming DAZN si è assicurata a marzo i diritti per trasmettere in diretta le partite di Serie A per tre stagioni con un’offerta di 2,5 miliardi di euro, nell’ambito di una partnership tecnica e distributiva con il più grande gruppo telefonico italiano Telecom Italia.

Tuttavia, gli spettatori in questa stagione si sono lamentati dei blocchi e della scarsa qualità dello streaming durante le partite e si sono verificate almeno tre interruzioni principali.

Un decreto che dovrebbe essere approvato dal governo giovedì prossimo stabilirà nuovi requisiti in termini di qualità del servizio durante la trasmissione di eventi speciali, comprese le partite di calcio.

L’Autorità italiana per le comunicazioni (Agcom) e il ministero dell’Industria dettaglieranno le nuove regole in una fase successiva.

L’AGCOM, però, ha affermato che DAZN deve adottare tutte le misure per prevenire malfunzionamenti della sua piattaforma video e sviluppare un efficiente servizio di assistenza clienti al fine di affrontare i problemi relativi ai servizi segnalati.

L’Autorità ha anche affermato di aver avviato una procedura per definire i parametri di qualità per lo streaming in diretta delle partite della massima serie di calcio italiana e soglie e criteri per eventuali risarcimenti nel caso in cui non venissero rispettati.

DAZN si è detto pronto a collaborare con le autorità italiane e ha dichiarato in una nota di aver già condiviso con le autorità italiane le misure messe in atto per migliorare il servizio. “Rimaniamo disponibili a discutere con l’organismo di vigilanza per concordare soluzioni più efficienti ed eque a breve termine”, dice la società. Tuttavia, insieme a questo, sarebbe giusto anche discutere della spartizione dei diritti televisivi che ogni anno costano di più al consumatore, costretto a pagare sempre più aziende per seguire lo sport nazionale.

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