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L’infinita battaglia di Salvini

by Romano Franco

Ecco che tuona il portentoso “Capitan critica” Salvini che dice in un’intervista a Nicola Porro: “Se vogliono tenerci chiusi in casa hanno capito male, non bisogna esagerare. Va bene l’emergenza coronavirus, ma la pazienza dell’opposizione e soprattutto degli italiani è finita. Basta isolamento infinito, basta democrazia parlamentare sospesa. Dopo un mese penso che si sia superato il limite, forse a qualcuno fa comodo tenere chiusi gli italiani in casa” il grande leader della Lega si dice preoccupato per le condizioni economiche del paese. Forse per lui sarebbe stata meglio un’immunità di gregge.

Poi incalza: “Se perdiamo gli imprenditori poi chi le paga le casse integrazione e i redditi di cittadinanza?” e aggiunge “Era giusto ascoltare i medici, oggi a fine aprile  io mi prenderei la responsabilità di riaprire in sicurezza. Il fatto che ti segua un drone per vedere se fai 100 metri più in là non torna, stiamo ragionando se chiedere a nome degli italiani di ridarci la libertà. Ho parlato con Mattarella più volte – rivela l’ex ministro degli Interni -, stiamo pensando di stare fisicamente in Parlamento fino a che Conte non ci darà le risposte”.

L’ex-ministro Salvini oramai ha evidenziato qual’è il suo modo di fare politica, sempre a caccia di un nemico da abbattere. E, istigando odio e violenza, distoglie l’attenzione dei suoi elettori dai problemi reali. Così incanala l’odio della gente verso nemici immaginari tipo migranti, Rom, Governo ecc… Tecniche antiche che fanno presa sul popolo.

Gli italiani secondo il capitan baruffa dovrebbero ribellarsi. Ribellarsi a Conte, a Mattarella e perché no anche al virus. Il buon Salvini con la sua solita arroganza e con il suo spirito disfattista suggerisce di ribellarsi scrivendo sui fogli “libertà”. Oramai è chiaro a tutti che ogni suo tentativo di fare campagna elettorale è vano, senza selfie, abbracci e bacioni il leader della Lega ha perso la bussola e ogni situazione di fermento la sfrutta come meglio può. Un leader che non ha proposto un’azione concreta per debellare la pandemia, un leader disfattista che non perde occasione per fare polemica e accendere focolai nei focolai non è un leader. La fine di Salvini lo fa parlare senza cognizione di causa, e come un animale ferito attacca fino allo stremo delle sue forze fino alla sua capitolazione.

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