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Le bizzarrie di Mattia Feltri il nuovo direttore dell’Huffpost

by Rosario Sorace

Mattia Feltri, figlio del più noto Vittorio, da pochi giorni nominato direttore dell’Huffington Post, per il 25 Aprile ci ha riservato un’editoriale sorprendente, che suscita più di qualche perplessità e fa storcere il naso a tanti osservatori, alimentando più di qualche retropensiero.

Infatti il nostro neo direttore sostiene in un passaggio del suo articolo: “La nostra Costituzione, scritta da tutti i partiti antifascisti, compreso il Partito comunista, è una Costituzione antifascista e, nella prassi, diventa una Costituzione anticomunista proprio perché conduce l’Italia nel mondo libero e democratico”.

Ecco una nuova interpretazione dello spirito della nostra Costituzione. Nel tempo si è detto che era troppo intrisa di cattolicesimo confessionale, oppure troppo orientata sul socialismo statalista, e ancora troppo impregnata di comunismo egualitario.

Ora è arrivato l’ultimo provetto studioso che cerca di accattivarsi simpatie nuove aprendo un varco tra le ragioni di una destra illiberale post fascista che non ha mai amato la carta costituzionale, che, poi, niente meno nelle disposizioni transitorie, impediva la ricostituzione del partito fascista.

Il promettente neo direttore sostiene una posizione nuova ed originale che supera quella tradizionale sulla nostra Carta da sempre considerata una sintesi o un compromesso tra varie correnti ideologiche diverse e contrapposte. Il giovane Feltri afferma con convinzione che i padri costituenti del Pci hanno adottato una costituzione formale che, poi,nell’attuazione materiale è diventata anticomunista .

Questa veramente è l’ultima boutade di Feltri jr., che sembra protesa a rassicurare tutti gli “odiatori seriali” post fascisti che, da decenni intendono cambiare persino i connotati della festa del 25 aprile. Quella di Feltri non è una fake, ma fortunatamente un’interpretazione che non è reale anzi è semplicemente infondata.

La Costituzione è stata elaborata dalla Dc, dal Pci, dal Psi, dal Partito d’azione, oltre i laici che trovarono un terreno d’unione nell’assemblea costituente con un compromesso che risente dell’epoca. Molte delle norme programmatiche e precettive di principi fondamentali sono il frutto, anche ibrido, di questa grande saldatura di valori diversi nati dalla lotta della resistenza.

Altra cosa è la storia dell’Italia dal 1948 ai nostri giorni, in cui sino alla caduta del muro di Berlino, l’Italia era legata indissolubilmente al patto atlantico con una dc pilastro fondamentale e inamovibile del sistema politico in funzione anticomunista e antisovietica. La nostra è una costituzione rigida nei principi di democrazia e libertà che non può essere modificabile facilmente.

Forse Mattia desidera strizzare l’occhio a destra più che a sinistra e comincia a tradire l’intenzione della nuova linea editoriale del gruppo Agnelli che comincia a trapelare ed immaginare di essere l’alfiere di una stagione politica nuova in cui si cominciano a sognare le larghe intese come panacea per i drammi italiani.

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