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L’America non si arrende e tornerà a splendere

by Silvia Roberto

La strada che voleva intraprendere Trump, ovvero quella di riaprire tutto nell’arco di due settimane (presumibilmente a Pasqua) si è invece trasformata in una chiusura totale fino al 30 aprile. Dal briefing e dai dati raccolti dalla autorevole Johns Hopkins University, è emerso che purtroppo le cifre sono sempre più alte.

Oltre 4.000 morti, di cui 1.941 solo a New York e 391 nelle ultime 24 ore e con circa 200.000 casi positivi accertati in tutto il Paese (dati aggiornati al 1° aprile 2020). Numeri inquietanti destinati a crescere in maniera esponenziale. “Il Covid-19 potrebbe uccidere da 100 mila a 240 mila persone in America”. Questo è quanto è stato detto dal Presidente americano e quanto è emerso dalla riunione tenutasi insieme al team di scienziati arruolati dalla Casa Bianca proprio per uscir fuori da questa emergenza.

Deborah Birx, una delle esperte della task force, insieme a Anthony Fauci, ha fatto sapere che “non esiste la bacchetta magica, un vaccino o una terapia magica. Ogni comportamento si traduce in qualcosa che può cambiare il corso di questa pandemia virale nei prossimi 30 giorni”. L’attuale distanziamento sociale sta funzionando ma c’è ancora tanto da fare. Le misure di contenimento sono un obbligo che oggigiorno devono diventare una consuetudine, pena il decesso di circa 2,2 milioni di persone. “Voglio che ogni americano sia pronto ad affrontare i duri giorni che ci aspettano” ma è “assolutamente cruciale che i cittadini seguano le linee guida per i prossimi 30 giorni”. Intervenuto anche il super virologo di origini italiane Fauci che dirige il National Institute of Allergy and Infectious Diseases: “Non bisogna scoraggiarsi, faremo il possibile per ridurre il numero dei morti al minimo”.

Ma, come già scritto in un mio precedente articolo (https://www.avanti.live/2020/03/28/lamerica-peggio-di-wuhan-e-lombardia/) l’emergenza sanitaria va a braccetto con quella economica. Se, come si è detto, è giusto che vengano avviate restrizioni, come evitare che si esca di casa o che vi siano assembramenti tra persone, è anche vero però che non dando la possibilità ad aziende, società e attività imprenditoriali di restare aperte continuando dunque a lavorare, la produzione si ferma innescando un procedimento a catena e portando al collasso l’economia, in questo caso americana, ma una triste realtà che appartiene a tutti i Paesi colpiti dal Covid-19. E nello specifico, il settore privato ha perso 27.000 posti di lavoro agli inizi di marzo, prima delle chiusure decise per combattere il coronavirus. Questo è quanto è emerso dal sondaggio di Adp, i cui dati sono relativi fino al 12 marzo. Un dato migliore rispetto a quanto si attendevano gli analisti, che scommettevano sulla perdita di 150.000 posti.

E
a risentirne sono anche le Borse, evidentemente spaventate dal discorso di
chiusura Trump nelle prossime due/tre settimane. Un secondo trimestre dell’anno
apertosi così come aveva chiuso nel primo. Listini che hanno accusato un
decisivo ribasso continuando a risentire dello shock economico provocato dalle
conseguenze della pandemia da coronavirus.

Nonostante
tutto, però, l’America e Trump hanno dato un grande segnale di solidarietà
verso l’Italia inviando materiale sanitario per 100 milioni di dollari. Un aiuto concreto che si unisce alla
attuale fornitura di respiratori che ha già mandato in Italia così come in
Spagna e in Francia.

Un
mese difficile, forse il più duro, forse no. Sta di fatto che l’America, che
purtroppo ha sottovalutato un problema che non li ha toccati da subito, adesso
sta combattendo, come nel passato. E come allora vinceranno perché sono un
Paese forte. Perché loro sono gli Stati Uniti d’America.

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