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La vignetta dell’odio dell’assessore di Fratelli d’Italia

by Romano Franco

Un assessore regionale al turismo siciliano di Fratelli d’Italia ha postato un immagine di Conte in manette, rimossa subito dopo. Dopo la bravata, ci sono stati una serie di insulti a valanga rivolti al bontempone, Manlio Messina, lunga storia nelle schiere di estrema destra. L’esponente, senza vergogna, è un esponente del partito della Meloni che di gente così bieca e mal ridotta ne possiede a frotte. La politica italiana grazie a questi soggetti poco razionali è diventata un talk show, il consenso arriva a chi la spara più grossa o a chi fa più male dell’altro; per tale ragione, anche in una situazione di guerra come questa, c’è talmente poco buon senso, che ci fa rimanere in un baratro senza via d’uscita.

L’assessore, nel recuperare, dopo la bomba stupida e folle buttata in mezzo alla gente già infervorata, per i soldi che non arrivano; dice, facendo del vittimismo assurdo, di essere vittima dell’odio del web. Proprio lui, che di odio si è nutrito, facendo dell’idiozia un imperativo che genera barricata.

Gli insulti e i commenti negativi non si contano. L’assessore ex fascista scrive su Facebook: “Ho tolto tutti i post perché stanno generando una guerra tra fazioni. Ribadisco che non era mia intenzione insultare nessuno o offendere. Infatti non l’ho fatto. Ma non è possibile che una vignetta generi tutto ciò. Per cui mi prendo la responsabilità di togliere tutto e provare a stemperare gli animi”.

Ma le parole non sono bastate a chieder perdono per ogni peccato, speriamo che l’assessore, di cui in molti chiedono le dimissione, abbia imparato che odio e violenza generano solo più odio e violenza, e come il battito di una farfalla che genera un uragano le parole possono essere letali in un clima così caotico.

Per quanto si possa essere contrari alle politiche di Conte certe immagini e certe parole da parte dell’opposizione devono essere caute, chiamarlo, ladro, cialtrone e traditore non fa altro che martirizzare la persona. Poiché non essendo nessuna di queste cose non ha senso questa critica puerile e sterile.

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