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La transazione energetica comincia abbassando le tasse

by Freelance

Di Andrea Turci

La tragedia di questi giorni, di queste ore, è tale da lasciarci tutti quanti sbigottiti ed inorriditi. Avevamo forse perso, noi Europei, la percezione del sibilo macabro delle bombe, degli esodi biblici, del terrore e dell’impotenza.

Questa catastrofe umanitaria e politica ha dato uno scossone più intenso di un terremoto forza 10 nella scala Richter. E niente sarà più come prima!

Nei rapporti fra le grandi potenze, fra l’Europa e i paesi sotto influenza della Russia, all’interno anche dei paesi europei, perché questo tema basilare per lo sviluppo, l’Energia, che già prima dell’invasione dell’Ucraina cominciava a far sentire le sue problematiche, oggi diventa imprescindibile da ogni prospettiva prossima e futura. Anzi, immediata.

La produzione di energia non è qualcosa che può essere realizzata in qualsiasi luogo. Fino al tardo medio evo bastava collocarsi vicino ad un fiume e tutto era fatto. Igiene, alimentazione, farina, coltivazione, allevamento, trasporti, era tutto nell’intorno e il sistema funzionava.

Oggi no, tutto ciò che usiamo, mangiamo e di cui abbiamo bisogno è alimentato da energie prodotte altrove, petrolio, metano, centrali elettriche e nucleari, sono là dove queste materie abbondano. Da qui la necessità di essere trasportate e, soprattutto, governate.

E poiché il mondo non ha un governo unico, ma tante e diverse situazioni geopolitiche, in fondo succede che l’unica energia certa è la precarietà della stessa, con la conseguenza finale che a pagarne le conseguenze, come per le guerre, è la gente più povera.

Siamo noi nel nostro ambito familiare e lavorativo. Gli Stati, le Regioni ed i Comuni sono gli Enti di programmazione istituzionale. Ad essi è dato il compito di programmare lo sviluppo sociale in un territorio assegnato.

Ogni anno si fanno pianificazioni e bilanci per destinare i flussi degli investimenti necessari a far crescere l’economia, la cultura ed il benessere sanitario, nel corretto rapporto con le condizioni ambientali del territorio medesimo.

Tutto questo sistema, seppur imperfetto e migliorabile, era la situazione fino a ieri. L’ultimo bilancio nazionale, regionale e comunale, veniva confezionato meno di 3 mesi fa.

Ma oggi queste programmazioni non vanno più bene. Non sono più tarate verso l’obiettivo. Con la triplicazione del costo energetico tutto salta.

In famiglia gli stipendi e le pensioni sono rimasti tali. Negli alberghi o nelle piccole attività il costo delle bollette va a mordere quel valore di reddito che già si stava assottigliando.

Nelle aziende perché con un costo di produzione così rialzato non c’è più spazio concorrenziale. E da qui, giù giù, il castello creato nei decenni viene minato nelle sue basi, col rischio di crollare di botto come il ponte di Genova.

Nell’attesa che questa guerra trovi un auspicabile sbocco di pace, che con la Russia si possa riformulare un valido accordo di cessione del gas (è la maggior fornitrice per l’Italia…), che le politiche di approvvigionamento dell’energia ci portino ad un sistema meno rischioso e monodipendente da altre nazioni, è possibile, a livello locale (Regione e Comuni) fare qualcosa
per far transitare la popolazione con minor danni?

Noi crediamo di si! Tante persone, che si sono avvicinate al nostro Circolo dell’Avanti, hanno manifestato il forte disagio di questa situazione e da più parti ci hanno palesato che qui ci troviamo come in una casa in cui si sia sfondato il tetto.

E’ inutile pensare all’arredamento o al colore delle pareti, bisogna aggiustare prioritariamente la copertura.

Gli ultimi bilanci Regionali e Comunali, quindi, vanno rivisti con variazioni necessarie al momento contingente.

Nella nostra amata città, Rimini, vi sono opere importanti da realizzare, è vero, come per esempio il miglioramento dello scorrimento della Circonvallazione, inderogabile.

Ma vi sono altre opere, diciamo marginali, che potrebbero essere rimandate per trasferirne le risorse alla riduzione del costo dell’energia all’utente finale.

Il Riminese con un occhio guarda alla guerra e con l’altro guarda la bolletta. Vorrebbe la pace ma anche la riduzione di alcune tasse locali, IMU, TARI, ecc. per compensare gli aumenti energetici.

Inoltre, a medio termine, andrà anche attuata una verifica, nei confronti delle aziende che gestiscono reti pubbliche, per valutare se vi possono essere ulteriori economie per l’utenza.

Le ultime notizie dai telegiornali, inoltre, dimostrano per esempio che il settore della pesca è in forte crisi perché l’aumento del costo del carburante ha azzerato la convenienza per questa attività.

E a Rimini se si ferma la pesca si trascina nel baratro un volano economico importante. Alla stessa stregua è sottoposto ogni
settore economico, come quello ricettivo, commerciale, dell’artigianato e dell’industria.

In questo giro di boa repentino, che ci ha impresso la guerra in corso, non è possibile agire con modalità e tempistica d’altri tempi.

Gli stipendi sono sempre gli stessi, le bollette arrivano ogni mese e sono sempre più care. Chiediamo al Sindaco ed alle forze politiche tutte, che vi sia una compensazione al crescente caro vita ed onere in bolletta con azioni immediate ed
efficaci, perché diversamente anche qui arriverà una guerra fra un po’. La guerra fra poveri!

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