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La “Ripartenza” economica e la proposta di un tavolo per la risoluzione delle controversie dei risparmiatori

by Freelance

Di Emilio Graziuso

In questi giorni, il tema dominante – oltre ai dati allarmanti dell’emergenza sanitaria ed ai rimedi per cercare di far fronte alla stessa – è, indubbiamente, costituito dalla “ripartenza” economica del nostro Paese, la quale non può prescindere dalla salvaguardia dell’economia dei singoli cittadini e dei propri nuclei familiari.

Tale obiettivo, però, non si raggiunge, soltanto, con la previsione di bonus o sussidi ma anche avendo il coraggio di risolvere problematiche che si trascinano da anni, senza che sia registrato alcun intervento concreto e risolutivo da parte delle Istituzioni.

Tra le tante questioni aperte, una delle più drammatiche in quanto coinvolge migliaia di cittadini è, indubbiamente, costituita dalla vicenda della Banca Popolare di Bari. Nonostante, negli ultimi mesi, lo Stato abbia adottato misure per il salvataggio dell’Istituto di credito, non si registrano, però, misure concrete per la tutela degli azionisti.

Questi ultimi, quindi, ove ne sussistano i presupposti, sono stati e sono costretti ad esperire azioni legali, sia in sede giudiziale che stragiudiziale, per cercare di ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Al riguardo, si registra un orientamento costante dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), istituito presso la Consob, volto al riconoscimento, nella maggior parte dei casi, del diritto al risarcimento del danno dei risparmiatori.

Più in particolare, l’Arbitro, attraverso una istruttoria documentale, ha riscontrato, in più occasioni, la violazione degli obblighi di informazione gravanti sull’Istituto di credito, quali, ad esempio, quelli concernenti la natura dei titoli acquistati, i rischi degli stessi, e le modalità di disinvestimento. Purtroppo, però, le decisioni dell’Arbitro non sono vincolanti per la Banca.

In altre parole, la Banca è libera di adeguarsi a quanto disposto dall’Arbitro e corrispondere, quindi, il risarcimento del danno riconosciuto oppure disattendere alla​ pronunzia e costringere, quindi, il risparmiatore a promuovere un processo per far valere in giudizio i propri diritti.

Proprio alla luce del quadro giuridico che sta emergendo dalle decisioni dell’Arbitro e stante l’assenza di misure adottate dalle Istituzioni per la salvaguardia dei risparmiatori, nei giorni scorsi, il Coordinamento istituito dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” e dalla Confconsumatori ha fatto pervenire ai vertici della Banca la richiesta di istituire – nel rispetto delle norme dettate per fronteggiare l’esigenza sanitaria Covid – 19, anche, quindi, in via telematica – un tavolo di confronto al fine di discutere le pratiche dei singoli risparmiatori e cercare di addivenire ad un componimento bonario delle controversie, evitando, quindi, l’aumento del contenzioso processuale.

Eventuali definizioni transattive dei contenziosi tra consumatori e Banca, potrebbero essere utili ad evitare il collasso economico delle famiglie coinvolte nella vicenda, facendo rientrare le stesse nel possesso, almeno in parte, delle somme investite e garantendo, quindi, la disponibilità di liquidità immediata, quanto mai vitale in un momento di profonda crisi economica del nostro Paese. Il Coordinamento, è bene sottolinearlo, è andato oltre alla semplice richiesta di istituzione del tavolo.

Quest’ultimo, infatti, qualora attivato non dovrà essere caratterizzato dalla previsione, unilateralmente “preconfezionata” dalla Banca, di misure massime di indennizzo, di requisiti che il risparmiatore deve rivestire (es. reddito, condizioni di salute, ecc.) e/o di esclusioni di titoli.

Per una tutela vera e concreta per i risparmiatori è necessario ed essenziale, infatti, che ogni pratica sia analizzata, valutata e discussa singolarmente alla luce delle peculiarità che essa presenta.

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