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La pia illusione

by Rosario Sorace

La retorica e la demagogia non restano mai confinate e chiuse in casa in questo nostro Paese oggi afflitto più che mai da una dramma collettivo. Dunque il dibattito parlamentare che doveva rappresentare un momento di dialettica e di crescita si è trasformato nel solito esercizio dell’inutilità faziosa e della sciocca autoesaltazione di una certa classe politica sostanzialmente incapace di proporre alcunché di nuovo.

Mentre monta la rabbia e la paura nel Paese si ascoltano i soliti luoghi comuni, le critiche sconclusionate e i rilievi inconsistenti in cui i ruoli di maggioranza e opposizione si acuiscono con la presenza dei soliti pontieri che sono sempre presenti nella vita politica e che tentano di mettere d’accordo tutti sfasciando tutto.

Si pensa che i cittadini più consapevoli abbiano l’anello al naso e non si ricordino che appena un mese fa mentre cominciava lo stato di emergenza c’era chi criticava aspramente questa decisione, mentre oggi critica duramente la lentezza, l’indecisione e la scarsezza di mezzi.

Tutto quello che si è costruito nella stagione riformista del centro sinistra negli anni ’60 ,purtroppo,oltre trent’anni fa è stato smantellato con la filosofia delle magnifiche sorti progressive del liberismo selvaggio e del privato è bello. Chi si è arricchito su questa filosofia ha tirato le file della nostra economia facendo finta di essere critico con l’Europa e con l’euro mentre di nascosto strizzava l’occhiolino al potere finanziario internazionale.

Intanto siamo dopo decenni con una classe politica inservibile che ha continuato a cavalcare il corporativismo sociale e che è riuscita a rendere marginale la politica del welfare state su cui si é fondata la nostra crescita civile e democratica . La politica economica che puntava alla redistribuzione della ricchezza e all’equità sociale che eliminava  il parassitismo clientelare e assistenziale ha segnato un fallimento definitivo in questi giorni poiché oggi ne paghiamo le conseguenze in modo tragico nel settore della sanità.

La frammentarietà degli interventi e l’assenza di una risposta complessiva univoca e coerente ha responsabilità che risiedono nei piani delle Regioni e nelle compatibilità offerte dallo Stato. Poi osservo con stupore la capacità di risposta diversa dalle Regioni ma certamente non sorprende l’efficienza operosa di antica data del Veneto o le insufficienze piuttosto recenti della Lombardia.

Allora non mascheriamo la stato di confusione che ha dominato la scena politica e che riguarda tutti indistintamente al punto che oggi abbiamo capi partito che ne sparano una al giorno propinandoci non solo la fake news ma persino pensando alle elezioni anticipate.

La litigiosità pretestuosa e il conflitto permanente condito da una perenne campagna elettorale è un elemento ineliminabile dal contesto italiano. Purtroppo i partiti sono solo simulacri vuoti senza idee e senza proposte in cui dominano propagandisti senza scrupolo che cercano di lucrare consensi a discapito dell’interesse generale e del bene comune. Il tentativo di Mattarella dell’unità d’intenti almeno in questa drammatica fase è destinata ad essere una pia illusione.

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