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La guerra sulla prescrizione

by Romano Franco

Il disegno di legge delega sul processo penale è stato approvato dal Consiglio dei ministri con il provvedimento del lodo Conte bis sulla prescrizione, ma Italia Viva non ha partecipato alla riunione dei vertici. E il governo ancora una volta appare instabile.

C’è stata dunque un’accelerazione del governo sulla prescrizione dopo uno scontro – protagonisti il premier Giuseppe Conte e il leader di Iv Matteo Renzi – che ha superato i livelli di guardia. Come annunciato, Italia Viva non ha partecipato alla riunione del Cdm. “Si minaccia la crisi di governo e poi si accusa gli altri di fare ricatti, si crea instabilità e si vota ormai quotidianamente con le opposizioni. Le iniziative di Iv si commentano da sole. Ma gli italiani li prendiamo in giro? Ma gli italiani sanno ragionare…”, ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Conte inoltre ha dichiarato: “Quando si lavora con serietà, responsabilità e impegno i risultati, seppur faticosi, arrivano. Se si fanno sgambetti, perdiamo la partita. Spiace per Italia Viva, l’assenza è una loro sconfitta. Devono chiarire cosa intendono fare. Renzi deve dimostrare responsabilità”. E difendendo il ministro Bonafede ribadisce: “Sarebbe qualcosa di illogico e irrazionale, ma ne trarrei le conseguenze”. Sulla questione della sostituzione di Italia Viva ha infine detto: “Io sono andato in Parlamento, ho chiesto il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, poi c’è stata questa particolarità, che il giorno del giuramento si è formato il partito di Italia Viva. L’obiettivo non è sostituire Italia Viva in Parlamento. I ricatti non sono accettati, così come penso di non farne io. Non si può pensare di votare con le opposizioni e credo che Italia viva debba darci un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani. Fate opposizione aggressiva e maleducata, chiarite agli italiani”.

La riforma approvata contiene la riduzione dei tempi del processo penale, la cui durata non può superare i 4-5 anni, con una stretta alle indagini preliminari, e termini meno rigidi per le sanzioni ai magistrati che non li rispettano, per i quali è prevista la segnalazione da parte del dirigente degli uffici ai titolari dell’azione disciplinare. E la previsione di investimenti per assunzioni di magistrati e personale amministrativo. Nel testo è stato alla fine inserito anche il Lodo Conte bis, con le modifiche alla riforma della prescrizione, che prevede lo stop solo dopo la sentenza di primo grado di condanna e una “prescrizione lunga” per gli assolti. Ma se il condannato viene assolto in secondo grado potrà “recuperare” la prescrizione bloccata.
È stata comunque una giornata piena di dibattiti e retroscena quasi da commedia. “Se Conte vuole aprire la crisi, lo faccia – ha risposto Renzi –. Iv chiede di aprire cantieri. Noi non siamo opposizione, ma non saremo mai quelli che per uno sgabello rinunciano a un principio”.
A Mattarella dunque il compito di provare a calmare le acque.

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